FAQ
Domande frequenti
Le risposte alle domande più frequenti su Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Le risposte alle domande più frequenti su Aiuto alla Chiesa che Soffre.
È un’organizzazione cattolica fondata nel 1947 ed eretta a Fondazione di diritto pontificio da Benedetto XVI nel 2011. Si articola in un Segretariato generale con sede in Germania e in 24 Segretariati presenti in altrettante nazioni, tra cui l’Italia.
“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) è una pia Fondazione autonoma che, a norma del diritto dello Stato della Città del Vaticano, gode di personalità giuridica civile vaticana. Essa opera in nome della Chiesa ed è posta sotto la giurisdizione della Santa Sede attraverso l’autorità competente, e cioè la Congregazione per il Clero.
ACS Italia sotto il profilo del diritto civile italiano è una persona giuridica privata, mentre sotto quello del diritto canonico è il Segretariato italiano dell’omonima Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre”.”
ACS sta per “Aiuto alla Chiesa che Soffre”. “ACN” sono le iniziali della denominazione internazionale della nostra Fondazione pontificia, “Aid to the Church in Need”, denominazione che, tradotta in italiano, diventa appunto “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.
Il logo di ACS rappresenta il mondo diviso in due e raffigura il conflitto fra persecuzione e miseria, da un lato, e giustizia, pace e libertà, dall’altro lato. La Croce, simbolo della Chiesa, diventa una freccia che supera il muro di tenebre grazie all’opera evangelizzatrice.
ACS prega per i fratelli perseguitati, diffonde informazioni sulle loro drammatiche condizioni e finanzia progetti umanitari e pastorali grazie alle donazioni dei benefattori.
ACS utilizza le offerte ricevute per sostenere e proteggere i fedeli cristiani ovunque siano perseguitati, oppressi o nel bisogno. Lo facciamo attraverso un insieme di progetti, in particolare:
Una menzione particolare riguarda la celebrazione delle Messe da parte di sacerdoti perseguitati o poveri secondo le intenzioni dei benefattori.
La Fondazione pubblica annualmente un Rapporto dell’attività di ACS Internazionale e la Scheda riepilogativa relativa alla Sezione italiana (ACS Italia). Entrambi sono consultabili nel nostro sito web alla pagina acs-italia.org/bilanci.
ACS riceve donazioni solo da benefattori privati. La nostra Fondazione non riceve infatti alcun finanziamento pubblico.
ACS realizza progetti in circa 140 Paesi del mondo.
Per Chiesa si intende «il popolo che Dio convoca e raduna da tutti i confini della terra, per costituire l’assemblea di quanti, per la fede e il Battesimo, diventano figli di Dio, membra di Cristo e tempio dello Spirito Santo» (Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica). Molti tuttavia, quando parlano di “Chiesa”, intendono la sola Gerarchia cattolica oppure lo Stato della Città del Vaticano. Ricordiamo che quest’ultimo è un ente sovrano di diritto pubblico internazionale, distinto dalla Santa Sede. La Chiesa Cattolica svolge la sua missione sia tramite le varie Chiese particolari e locali, sparse nel mondo, sia tramite il suo governo centrale, costituito dal Papa e dagli Organismi che lo coadiuvano, designati con il nome Apostolica o Santa Sede. Lo Stato ha la singolare caratteristica di strumento dell’indipendenza della Santa Sede e della Chiesa cattolica da qualsiasi potere costituito in questo mondo.
(Per approfondire si suggerisce di consultare il Catechismo della Chiesa Cattolica disponibile online sul sito https://www.vatican.va/).”
La nostra missione consiste nell’aiutare quella parte del popolo di Dio che vive e soffre nelle nazioni in cui vi è persecuzione, discriminazione o povertà.
Principalmente in Arabia Saudita, Burkina Faso, Corea del Nord, Cina, Egitto, Eritrea, India, Iran, Iraq, Mozambico, Myanmar, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Siria, Sudan e Turchia.
Non è possibile “censire” i cristiani perseguitati. Sappiamo tuttavia che attualmente 413 milioni di cristiani vivono in Paesi in cui la libertà religiosa è gravemente violata. Di questi, circa 220 milioni risiedono in nazioni in cui sono direttamente esposti a persecuzioni.
Fin dai suoi inizi, la Chiesa ha sempre offerto aiuto alle persone nel bisogno. Oltre alla sua missione pastorale, la Chiesa è impegnata a finanziare organizzazioni che operano nel settore dell’assistenza sociale e a sostenere quelle che sono più in difficoltà in molte aree di crisi. Ma c’è una cosa che molti non sanno: la Chiesa stessa spesso ha bisogno di un aiuto urgente, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in quelli colpiti dalle migrazioni di massa interne, dalla persecuzione o dai disastri naturali.
ACS riceve donazioni solo da benefattori privati. La nostra Fondazione non riceve infatti alcun finanziamento pubblico.
A differenza della maggior parte delle organizzazioni caritative che si occupano di bisogni sociali, Aiuto alla Chiesa che Soffre si dedica al sostegno delle comunità e delle Chiese locali, promuovendo così la virtù della carità cristiana.
Con la preghiera e con le donazioni. La preghiera sostiene la carità, e la carità può assumere la forma di una o più offerte che ACS utilizzerà per finanziare progetti realizzati sotto la responsabilità dei Vescovi presenti nelle nazioni in cui vi è persecuzione, conflitto o povertà.Le donazioni possono essere effettuate tramite questo sito web, attraverso diversi canali.
La Fondazione pubblica annualmente un Rapporto dell’attività di ACS Internazionale e la Scheda riepilogativa relativa alla Sezione italiana (ACS Italia). Entrambi sono consultabili nel nostro sito web alla pagina acs-italia.org/bilanci.
Con la preghiera e con le donazioni. La preghiera sostiene la carità, e la carità può assumere la forma di una o più offerte che ACS utilizzerà per finanziare progetti realizzati sotto la responsabilità dei Vescovi presenti nelle nazioni in cui vi è persecuzione, conflitto o povertà.
Sì, perché ACS Italia è ONLUS. In particolare:
le persone fisiche:
– possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 30% delle erogazioni liberali in denaro, per un importo complessivo massimo di 30.000 euro annui;
– in alternativa possono dedurre dal reddito complessivo netto le donazioni effettuate nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato (qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare);
gli Enti e le Società:
possono dedurre dal reddito complessivo netto le donazioni effettuate nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato (qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare).
(d. lgs. 3 luglio 2017 n. 117, art. 83)
Per chi intende avvalersi della dichiarazione precompilata
Per chi si avvale del servizio del commercialista o di altro professionista abilitato
«Ogni uomo ha il diritto e il dovere morale di cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, di abbracciarla e custodirla fedelmente, rendendo a Dio un culto autentico. Nello stesso tempo, la dignità della persona umana richiede che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la propria coscienza, né impedito, entro i giusti limiti dell’ordine pubblico, di agire in conformità ad essa, privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata» (Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 444).
Il diritto umano fondamentale alla libertà di religione è violato in un Paese su tre (31%), vale a dire in 61 nazioni su 196. In totale, quasi 4,9 miliardi di persone, pari al 62% della popolazione mondiale, vivono in nazioni in cui la libertà religiosa è fortemente limitata.
è uno studio pubblicato da ACS ogni due anni per descrivere il grado di rispetto e il livello di violazione del fondamentale diritto alla libertà religiosa nei 196 Paesi sovrani del pianeta. L’obiettivo della ricerca è tenere accesi i riflettori sugli ostacoli incontrati da quanti intendono vivere pacificamente la propria fede. Oltre alla necessaria attenzione alle vittime, il Rapporto approfondisce le cause della persecuzione o discriminazione e denuncia l’identità dei responsabili, anticipando nella misura del possibile le tendenze del prossimo futuro. Il testo non limita il proprio esame alle violazioni ai danni dei cristiani, e dei cattolici in particolare, ma abbraccia le dinamiche persecutorie e discriminatorie sofferte nell’ultimo biennio dai credenti di ogni religione. Pubblicato per la prima volta nel 1999, il Rapporto viene consultato non solo dalle gerarchie ecclesiastiche ma anche da diplomatici e politici, ricercatori e giornalisti.
Tramite questo sito, cliccando sul tasto Dona Ora e scegliendo la donazione per Messe o contattandoci telefonicamente allo 06 6989 3911 o via WhatsApp al numero 327 116 9835
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