Essere cristiani in alcune parti del mondo non significa soltanto rischiare di essere discriminati per la propria fede. Significa anche vivere in Paesi dove le bombe cadono, dove i terremoti cancellano interi quartieri, dove la violenza dei gruppi armati non distingue tra case, chiese e ospedali.
Ci sono luoghi in cui restare cristiani significa fare i conti ogni giorno con la paura. Un’aula che si svuota perché i giovani pensano a emigrare, una chiesa crollata sotto il peso di un terremoto, una casa religiosa violata nel cuore della notte, una parrocchia chiusa perché le bande armate controllano il quartiere. Eppure, proprio lì, qualcosa continua a germogliare.
Il nuovo numero dell’Eco dell’Amore attraversa sei Paesi in cui la persecuzione dei cristiani assume volti diversi: l’insicurezza crescente della Siria, la ferita del sisma in Venezuela, la lunga strada del ritorno a casa in Iraq e Nigeria, la Chiesa che resiste alle gang ad Haiti, la violenza che bussa alle porte dei conventi in Mozambico.
Sono storie di comunità che non si arrendono: giovani che ricevono la Cresima all’aperto davanti a una chiesa inagibile, sacerdoti che continuano a celebrare sotto il fuoco incrociato, vescovi che chiedono non compassione, ma la possibilità concreta di ricostruire. E sono storie che parlano anche di chi le sostiene: dal Libano al Sud Sudan fino al Guatemala, i progetti già realizzati grazie ai benefattori mostrano che la vicinanza diventa aiuto reale. Ed è da qui che ripartiamo, con due nuove sfide: proteggere la salute delle donne cristiane in Libano e dare a sacerdoti e suore del Burkina Faso i mezzi per raggiungere le comunità più isolate.
Un numero che segna anche un passaggio di testimone: padre Martino Serrano saluta i lettori dopo 11 anni come Assistente Ecclesiastico di ACS-Italia, e accoglie il suo successore, don Giovanni Lo Giudice. La missione, però, resta la stessa: non lasciare soli i cristiani perseguitati.
Sostieni i progetti dell’Eco dell’Amore 7
Tutela la salute di 1.100 donne cristiane in Libano
Quando la povertà entra in casa, la prima cosa a cui si rinuncia sono le cure. In Libano, dove la crisi economica e il conflitto nella regione stanno erodendo redditi e sicurezza, la diocesi maronita di Zahle chiede aiuto per le donne, pilastro delle famiglie e della società. Con il tuo sostegno 1.100 donne in grave difficoltà economica potranno accedere gratuitamente a controlli per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno, delle malattie cardiovascolari e dell’osteoporosi.
Dona 7 motociclette a sacerdoti e suore in Burkina Faso
Nel nord del Burkina Faso, nelle aree di Dori, Kaya e Ouahigouya, parrocchie chiuse e villaggi cristiani abbandonati raccontano una crisi che il mondo quasi ignora. Raggiungere chi è rimasto, spesso a piedi o con mezzi di fortuna, è una sfida quotidiana. Le Suore dell’Immacolata Concezione di Guiloungou e le parrocchie di Bam e Rouko chiedono 7 motociclette per accorciare le distanze, ridurre i rischi e portare ascolto, conforto e aiuto concreto a chi li aspetta.
Le notizie dell’Eco dell’Amore 7
Siria: la Chiesa resta aperta mentre cresce l’insicurezza
Un tempo ad Aleppo le porte di casa restavano aperte. Oggi si rubano perfino i contatori dell’acqua e della luce. Padre Fadi Azar, francescano della Custodia di Terra Santa, racconta un Paese stretto tra crisi economica, rapimenti e nuove pressioni sui cristiani, e una Chiesa che continua a curare, nutrire e istruire grazie a progetti come “Goccia di latte”.
Venezuela: la speranza non crolla
A Tarmas il tetto della chiesa di Nostra Signora della Candelaria è venuto giù pochi istanti dopo la Messa. Due mesi più tardi, 62 giovani hanno ricevuto la Cresima in piazza, davanti all’edificio ferito dal terremoto. È la risposta di una comunità che ha perso case e lavoro, ma non la voglia di ritrovarsi.
Iraq e Nigeria: la strada di casa
Nel 2000 i cristiani in Iraq erano circa 1,5 milioni, oggi sono meno di 300.000. Ma la Piana di Ninive ha dimostrato che il ritorno è possibile. Ora quella lezione interpella lo Stato nigeriano di Benue, dove oltre due milioni di sfollati, quasi tutti cristiani, vivono nei campi e una generazione rischia di andare perduta.
Haiti: l’ultimo argine
Le bande armate controllano gran parte di Port-au-Prince, e solo nella capitale quaranta parrocchie hanno chiuso. La Chiesa è tra le poche voci che denunciano apertamente il loro potere, e per questo è diventata un bersaglio. Il vescovo di Jérémie, mons. Joseph Gontrand Décoste, racconta religiose uccise, sacerdoti rapiti e una fede che si rifiuta di arretrare.
Mozambico: quando la violenza entra in casa
Un’irruzione notturna in una comunità religiosa a Mecuburi, due suore aggredite, una guardia in ospedale in condizioni critiche. Nel Mozambico la criminalità colpisce perfino chi ha scelto di servire gli altri, mentre a nord l’insurrezione jihadista di Cabo Delgado ha già causato almeno 6.300 morti e 1,2 milioni di sfollati.
Porta le Giornate di testimonianza nella tua parrocchia
Immagina un sacerdote, una religiosa o un missionario che arrivano nella tua parrocchia da un Paese in cui professare la fede può costare caro. Durante le Messe del fine settimana raccontano ciò che hanno vissuto, e la comunità li ascolta e scopre di essere vicina a fratelli lontani. È questo il cuore delle Giornate di testimonianza di ACS: portare nella vita ordinaria della parrocchia la realtà dei cristiani perseguitati nel mondo.
Se vuoi organizzare un incontro nella tua comunità, contatta Valeria D’Amato (vda@acs-italia.org — 06 6989 3932) o la nostra segreteria (acs@acs-italia.org — 06 6989 3911).
Scarica l’Eco dell’Amore 7
Scarica il nuovo numero dell’Eco dell’Amore 7 e leggi per intero le storie delle comunità cristiane che, dalla Siria al Mozambico, continuano a credere, celebrare e ricostruire anche quando tutto intorno sembra cedere.