Dalle Filippine alla Nigeria, fino a un istituto penale minorile in Ucraina, bambini e ragazzi di tutto il mondo si sono uniti in preghiera per la pace e l’unità. L’edizione 2026 di Un milione di bambini recita il Rosario, la campagna promossa dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), ha superato il milione di adesioni ufficiali. Il bilancio è ancora aperto, perché continuano ad arrivare testimonianze e dati dalle comunità partecipanti.

Il 1° ottobre, nei Giardini Vaticani, centinaia di bambini hanno recitato il Rosario insieme a Papa Leone XIV. Negli stessi giorni, a Leopoli, in Ucraina, anche un gruppo di giovani detenuti di un istituto penale minorile ha pregato insieme ai cappellani della Chiesa greco-cattolica ucraina impegnati nella pastorale carceraria minorile.

Due luoghi lontani, un’unica intenzione: pregare per la pace. È questo il filo che unisce le diverse esperienze della campagna ACS, che anche nel 2026 ha coinvolto comunità di numerosi Paesi.

Papa Leone XIV parla al microfono ai Giardini Vaticani

Una settimana di Rosario per la pace: date e partecipazione

L’iniziativa si è svolta dal 1° al 7 ottobre 2026, concludendosi nel giorno della memoria della Beata Vergine Maria del Rosario. Ad aprire la settimana è stato l’incontro con Papa Leone XIV nei Giardini Vaticani.

Le adesioni ufficiali hanno superato il milione di partecipanti. Il numero effettivo potrebbe essere ancora più alto, perché molti bambini prendono parte all’iniziativa senza registrarsi. Inoltre, ACS continua a ricevere testimonianze e dati dalle zone più remote, che contribuiscono ad aggiornare il bilancio della campagna.

I Paesi con più adesioni alla campagna ACS 2026

La partecipazione ha coinvolto comunità in diversi continenti. Tra i Paesi con il maggior numero di adesioni registrate figurano:

  • Filippine: oltre 220.000 partecipanti, il numero più alto in Asia.
  • Nigeria: 151.000 partecipanti registrati, il dato più alto in Africa.
  • Brasile: 111.000 partecipanti.
  • Polonia: almeno 76.000 partecipanti registrati.
  • Stati Uniti: oltre 55.000 partecipanti.
  • Australia: più di 6.000 partecipanti.

I numeri ufficiali restituiscono solo una parte della partecipazione complessiva, dal momento che non tutti i bambini e i ragazzi coinvolti vengono registrati.

Bambina recita il Rosario all'incontro

Dal Palazzo presidenziale polacco alle veglie in Kerala

Ogni comunità ha trovato il proprio modo di partecipare alla campagna. In Polonia, i bambini si sono riuniti nel Palazzo presidenziale, guidati nella preghiera dal cappellano del Presidente. In Libano, invece, i bambini del movimento scout hanno registrato video per invitare i coetanei di altri Paesi a pregare insieme per la pace.

Ad ACS sono arrivate anche fotografie di momenti di preghiera comunitaria dal Sud Sudan, da El Salvador, dallo Zimbabwe, dalla Polonia e da molti altri Paesi. Tra le testimonianze raccolte ci sono anche le immagini delle veglie notturne in Kerala, in India, che documentano la partecipazione delle comunità locali.

Il Rosario dei giovani detenuti di Leopoli

Tra le testimonianze più commoventi c’è quella dell’Ucraina. A Leopoli i ragazzi di un istituto penale minorile hanno pregato insieme ai cappellani della Chiesa greco-cattolica ucraina impegnati nella pastorale carceraria minorile. È il segno che la preghiera per la pace può arrivare anche nei luoghi più difficili.

Bambini n preghiera per la pace

Le testimonianze di pace da Perù e Haiti

Anche in Perù la campagna ha rappresentato un’occasione di preghiera condivisa. Per alcune parrocchie, la possibilità di scendere in strada per pregare ha offerto un momento di sollievo dalle difficoltà quotidiane. Un sacerdote ha descritto l’esperienza come una testimonianza pubblica di comunione, in contrasto con la storia della città, segnata dal narcotraffico e dalla guerriglia.

Ad Haiti, padre Gefthey Jean, della parrocchia di Notre-Dame de la Nativité, nella diocesi di Anse-à-Veau et Miragoâne, ha sottolineato l’importanza della preghiera dei bambini: «Crediamo profondamente nella forza della preghiera dei bambini. Attraverso il Rosario vogliamo insegnare loro che anch’essi possono diventare operatori di pace e portare speranza a chi li circonda».

Dall’Uganda, padre Alfred Kizito Ayella, della diocesi di Gulu, ha ringraziato ACS per aver condiviso l’iniziativa e ha evidenziato il valore della partecipazione internazionale: «Grazie per aver condiviso questa meravigliosa iniziativa. È incoraggiante vedere come Aiuto alla Chiesa che Soffre unisca bambini e comunità di tutto il mondo nella preghiera per la pace e l’unità».

Le testimonianze mostrano come la campagna abbia coinvolto comunità con esperienze e difficoltà diverse, unite dalla preghiera per la pace.

Un milione di adesioni ufficiali, ma il bilancio è ancora aperto

L’edizione 2026 di Un milione di bambini recita il Rosario ha superato il milione di adesioni ufficiali, coinvolgendo bambini e ragazzi in tutto il mondo. Il totale potrebbe crescere ancora grazie alle testimonianze e ai dati che continuano ad arrivare dalle comunità partecipanti, comprese quelle che hanno preso parte all’iniziativa senza registrarsi.

La campagna promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre rinnova così il suo invito a pregare per la pace e l’unità, dando voce ai bambini e alle comunità che, in diversi contesti del mondo, hanno aderito all’iniziativa.

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