Messa di ringraziamento ad Aleppo per i benefattori di ACS

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Questo è stato uno dei passaggi fondamentali della Liturgia della Messa di ringraziamento e secondo le intenzioni dei benefattori della Fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), che l'Arcivescovo siro-cattolico di Aleppo, Mons. Antoine Chahda, ha celebrato domenica scorsa nella cattedrale “Nostra Signora dell’Assunzione”. Erano presenti i Vescovi di altre sette Chiese della città, sia cattoliche sia ortodosse: il Vescovo armeno ortodosso Mons. Massis Zouboyan, il Vescovo armeno-cattolico Mons. Boutros Marayati, il Vescovo greco-ortodosso P. Mousa Al-Khasi, il Vescovo latino Mons. George Abu Khazen, il Vescovo caldeo Mons. Antoine Audo, il Vescovo greco melchita Mons. Jeanbart e il Vescovo maronita Mons. Joseph Tobji, oltre a numerosi sacerdoti e suore. All'inizio della sua omelia, Mons. Antoine Chahda ha ribadito l'importanza della presenza ecumenica: «Ci riuniamo per pregare come un'unica famiglia anche se siamo più Chiese e gruppi diversi, ma con la nostra unità oggi e con la condivisione del Sacrificio Divino mostriamo al nostro Redentore che nulla ci separa gli uni dagli altri se non il peccato e l'odio, e ciò che ci unisce è l'amore, la pace e l'azione comune per il bene delle nostre famiglie, dei nostri figli e delle Chiese».

In particolare, il Vescovo ha espresso la sua gratitudine ad ACS per la solidarietà mostrata al suo Paese. Dall'inizio della guerra nel 2011, la Fondazione ha sostenuto 326 progetti ad Aleppo, di cui 53 solo quest'anno, e ciò non sarebbe stato possibile senza la generosità dei benefattori. «In occasione delle nostre visite in molti Paesi del mondo, abbiamo incontrato coloro che stanno contribuendo a salvare migliaia di persone grazie alle loro donazioni: sono lavoratori, impiegati e anche persone con un reddito molto basso che condividono ciò che sta accadendo nei Paesi che vivono il peso della guerra e soffrono la carestia», ha affermato Mons. Chahda. «Ci riuniamo oggi [...] per ricordare che la guerra in Siria non è ancora finita [...] e chiediamo ad ACS di continuare a sostenere finanziariamente Aleppo perché la povertà ha colpito la maggior parte della popolazione che ha bisogno di aiuto».

La celebrazione è stata trasmessa in diretta su Facebook e seguita da molte persone provenienti da tutto il mondo.