Punti chiave

  • La Nigeria oggi è segnata da forti disuguaglianze economiche, tensioni religiose, debolezza dello Stato e inattività istituzionale.
  • La libertà religiosa è formalmente garantita, ma nella pratica gravemente compromessa.
  • I cristiani in Nigeria subiscono discriminazioni, violenze e persecuzioni, soprattutto nel nord e nella Middle Belt.
  • Boko Haram, altri gruppi jhiadisti e milizie armate restano tra i principali responsabili del terrorismo in Nigeria.
  • Sacerdoti, seminaristi e comunità cristiane continuano a essere bersaglio di rapimenti e attacchi mirati.

La Nigeria oggi è il Paese più popoloso dell’Africa, con una popolazione di oltre 227 milioni di abitanti e una superficie di 923.768 km². È una repubblica federale composta da 36 Stati federati e dal Territorio della Capitale Federale di Abuja. Dal punto di vista economico, la Nigeria rappresenta una delle principali economie del continente africano ed è tra i maggiori produttori di petrolio.

La religione riveste un ruolo centrale nella vita della popolazione nigeriana. Secondo i dati più recenti, il Paese presenta una composizione religiosa quasi equilibrata, con musulmani pari al 47,1% e cristiani al 46,3%, accanto a minoranze legate a religioni tradizionali e ad altri credi. Questo equilibrio numerico, tuttavia, non si traduce in una convivenza pacifica e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Sul piano socio-economico, la Nigeria oggi presenta forti disuguaglianze interne, con un PIL pro capite pari a 1.596 dollari e un indice di Gini che evidenzia un’elevata disparità economica. Povertà diffusa, disoccupazione giovanile, analfabetismo e debolezza delle istituzioni statali costituiscono un terreno fertile per tensioni etniche, sociali e religiose, in particolare nelle regioni settentrionali e centrali del Paese.

Nigeria oggi: demografiche religiose

Indice

La libertà religiosa in Nigeria oggi

Dal punto di vista formale, la Costituzione della Nigeria del 1999 garantisce la libertà religiosa.

  • L’articolo 10 vieta allo Stato federale e ai governi statali di adottare una religione ufficiale.
  • L’articolo 38 tutela la libertà di pensiero, coscienza e religione, includendo il diritto di cambiare fede e di manifestarla pubblicamente o privatamente.

La Costituzione proibisce inoltre ogni forma di discriminazione basata sull’appartenenza religiosa e promuove la tolleranza religiosa come parte dell’etica nazionale. Tuttavia, quanto previsto a livello normativo non trova piena applicazione nella realtà.

Nel periodo di riferimento del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo di ACS, la Nigeria ha registrato un aumento delle violazioni della libertà religiosa, tanto da essere classificata tra i Paesi “di persecuzione”.

Le violazioni sono attribuibili principalmente a due fattori:

  • L’estremismo islamista.
  • La debolezza dello Stato, che spesso non riesce a prevenire o contrastare efficacemente le violenze.

Quadro giuridico e ruolo della religione nello Stato

La Nigeria adotta un sistema giuridico misto, che combina diritto civile di ispirazione britannica, common law, diritto consuetudinario e, in diversi Stati settentrionali, legge islamica (shari‘a). Tra il 1999 e il 2000, dodici Stati del nord hanno introdotto ufficialmente la shari‘a nei rispettivi ordinamenti penali.

Questa scelta ha avuto un impatto profondo sul clima interreligioso del Paese. L’applicazione della shari‘a, in alcuni Stati, ha suscitato forti preoccupazioni tra le comunità cristiane, in particolare a causa delle pene previste, che includono:

  • flagellazioni;
  • amputazioni;
  • pena capitale, in contrasto con gli obblighi internazionali assunti dalla Nigeria.

A quasi venticinque anni dalla sua introduzione, il Rapporto di ACS evidenzia un progressivo deterioramento della situazione.

Discriminazione religiosa e condizioni dei cristiani in Nigeria oggi

Nei territori settentrionali, i cristiani denunciano una discriminazione sistemica e profondamente radicata. Questa si manifesta attraverso:

  • esclusione dalla rappresentanza politica e amministrativa;
  • accesso limitato all’impiego pubblico;
  • restrizioni alla costruzione e ristrutturazione di luoghi di culto;
  • impossibilità di impartire l’insegnamento religioso cristiano nelle scuole pubbliche;
  • imposizione del hijab anche a studentesse non musulmane;
  • esclusione dai programmi di borse di studio statali.

Particolarmente allarmante è la condizione di donne e ragazze cristiane, esposte a un rischio elevato di rapimenti, conversioni forzate e matrimoni forzati.

Anche i cristiani che riescono a fuggire dalle aree colpite dalla violenza e raggiungono i campi per sfollati interni (IDP) affrontano ulteriori forme di discriminazione religiosa. In diversi casi documentati, l’accesso agli aiuti umanitari è stato ostacolato dalla negazione o dalla sottrazione delle cosiddette “carte bianche”, necessarie per ricevere assistenza.

Boko Haram in Nigeria e terrorismo

Il gruppo terroristico Boko Haram, insieme alla Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico (ISWAP), rappresenta uno dei principali responsabili del terrorismo in Nigeria. Attivo soprattutto nel nord-est del Paese, Boko Haram è coinvolto in:

  • attentati;
  • rapimenti;
  • uccisioni mirate;
  • attacchi mirati contro civili.

Secondo il Global Terrorism Index 2025, nel 2024 il numero complessivo di attacchi terroristici in Nigeria è diminuito, ma il numero di morti causati dal terrorismo è aumentato, raggiungendo quota 565, il livello più alto dal 2020.

Boko Haram è tornato a essere il gruppo terroristico più letale del Paese, pur avendo condotto meno attacchi rispetto all’anno precedente.

Il Rapporto di ACS sottolinea che il conflitto non può essere ridotto alla sola dimensione religiosa, ma deve essere associato anche a:

  • povertà diffusa;
  • competizione per l’accesso alla terra e alle risorse idriche;
  • tensioni intercomunitarie;
  • debolezza dello Stato. 

Tuttavia, l’appartenenza religiosa delle vittime rimane un fattore determinante, soprattutto nelle regioni settentrionali e nella Middle Belt.

Nigeria oggi: terroriasmo e Boko Haram

Cristiani perseguitati in Nigeria

Nel biennio 2023-2024 e nei primi mesi del 2025, la Nigeria ha conosciuto un’intensificazione delle violenze in diverse regioni. Le comunità cristiane sono state frequentemente colpite da uccisioni mirate, rapimenti e distruzione sistematica di villaggi, in particolare negli Stati di Benue, Plateau e Borno.

Tra gli episodi più gravi documentati figurano:

  • gli attacchi del periodo natalizio del 2023 nello Stato di Plateau, con centinaia di vittime civili;
  • le violenze del dicembre 2024 contro comunità cristiane nella Middle Belt;
  • il massacro del giugno 2025 nello Stato di Benue, in cui circa 200 cristiani sono stati uccisi mentre si trovavano in alloggi temporanei.

Sebbene anche la popolazione musulmana del nord subisca le conseguenze delle attività dei gruppi estremisti, numerosi osservatori concordano sul fatto che i cristiani siano colpiti in modo sproporzionato, proprio a causa della loro identità religiosa.

Sacerdoti, seminaristi e istituzioni religiose sotto attacco

Anche sacerdoti e seminaristi sono frequentemente vittime di rapimenti e aggressioni. Nel solo primo trimestre del 2025 sono stati rapiti 12 religiosi, alcuni dei quali uccisi durante la prigionia. Complessivamente, negli ultimi anni decine di sacerdoti e seminaristi sono stati sequestrati, e alcuni risultano ancora dispersi.

In Nigeria oggi, in molti casi, i rapimenti sono riconducibili a gruppi criminali dediti all’estorsione. Tuttavia, il rapporto evidenzia che il clero cristiano resta un bersaglio particolarmente vulnerabile, soprattutto nelle regioni settentrionali del Paese, a causa della sua esposizione e del contesto di violenza diffusa.

Prospettive per la libertà religiosa in Nigeria

Il Rapporto sulla libertà religiosa di ACS conclude che la libertà religiosa in Nigeria oggi è gravemente compromessa. Le violazioni documentate, unite alla persistenza di norme discriminatorie e all’impunità diffusa, rendono le prospettive future profondamente preoccupanti.

In particolare, nella Middle Belt, la frequenza e la brutalità degli attacchi contro i villaggi cristiani hanno spinto alcuni osservatori a parlare di una strategia deliberata di espulsione delle comunità cristiane dalle loro terre ancestrali. In Nigeria oggi, milioni di persone vivono senza casa, senza mezzi di sussistenza e senza accesso adeguato a istruzione e servizi sanitari.

La situazione della libertà religiosa nella nazione più popolosa dell’Africa resta dunque una delle più critiche a livello globale. 

Nigeria e Boko Haram: i fatti di persecuzione degli ultimi anni

Durante gli ultimi anni ACS ha documentato e raccontato attraverso notizie e comunicati gli attentati e le violenze a cui sono stati sottoposti i membri delle comunità cristiane nel Paese.

Studenti rapiti in Nigeria: 99 liberati, 154 restano prigionieri

Cento dei 265 membri del personale e studenti rapiti il 21 novembre 2025 alla St. Mary’s School di Papiri, in Nigeria, sono stati liberati dopo più di due settimane nelle mani dei loro rapitori.

Leggi il comunicato

Nuovo rapimento di massa di studentesse nel nord della Nigeria

Il rapimento di circa 25 studentesse della Government Girls’ Comprehensive Secondary School di Maga, nello Stato nord-occidentale di Kebbi, ha profondamente scosso la comunità.

Leggi il comunicato

Il prezzo della vocazione in Nigeria

Il 10 luglio, il seminario minore dell’Immacolata Concezione di Ivhianokpodi, nella diocesi di Auchi, è stato attaccato da uomini armati: un membro della Protezione Civile è stato ucciso e tre seminaristi tra i 14 e i 17 anni sono stati rapiti, in un contesto di violenze ripetute contro le istituzioni cristiane della regione.

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Nigeria, nuova strage: circa 200 cristiani uccisi nello Stato di Benue

Il 13 giugno, nello Stato di Benue, circa 200 cristiani sono stati uccisi da miliziani armati mentre si trovavano in alloggi temporanei a Yelwata, dopo essere già fuggiti da precedenti violenze; l’attacco ha colpito indiscriminatamente civili, con incendi e sparatorie, suscitando una forte condanna anche da parte del Papa.

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La straordinaria crescita del Cristianesimo nel nord della Nigeria

Nel nord della Nigeria, i cristiani affrontano violenze, rapimenti e persecuzioni legate all’estremismo e all’imposizione della legge islamica, ma il cristianesimo continua a crescere, nonostante il clima di insicurezza. Anche dopo l’uccisione di seminaristi e sacerdoti, molti giovani chiedono di entrare in seminario, testimoniando una fede che resiste e si rafforza nella persecuzione.

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Sacerdoti rapiti in Nigeria: la storia di Padre Stephen Ojapah

Nel 2023, tra gennaio e novembre, 23 sacerdoti, religiosi, suore e seminaristi sono stati rapiti in Nigeria. Tra questi, Padre Stephen Ojapah ha vissuto un incubo durato 33 giorni, sequestrato da terroristi che chiedevano il pagamento di un riscatto. Il suo racconto svela la dura realtà dei sacerdoti rapiti e dei cristiani perseguitati in Nigeria.

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Nigeria: rapito un sacerdote nell’Arcidiocesi di Kaduna

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha ricevuto una comunicazione ufficiale dall’Arcidiocesi di Kaduna, in Nigeria, in merito a un rapimento di un sacerdote a seguito di un violento attacco alla comunità di Kushe Gugdu, nel distretto amministrativo di Kagarko, nello Stato di Kaduna.

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Seminarista ventunenne ucciso in Nigeria

Andrew Peter, seminarista di 21 anni, è stato ucciso dai suoi rapitori, come comunicato dalla diocesi nigeriana di Auchi ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il tragico evento segue di poco l’omicidio di Padre Sylvester Okechukwu, nel contesto di un’escalation di violenze contro il clero cattolico in Nigeria.

Leggi il comunicato

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