AL MEETING CON ACS PER VIVERE DAVVERO LA PERSECUZIONE

Rivivi o "visita" per la prima volta la sezione fotografica della nostra esibizione sfogliando i pannelli qui!

Un viaggio nella persecuzione anticristiana attraverso foto, storie e informazioni.

Non una semplice mostra fotografica, ma una rassegna che vi condurrà, anche attraverso un percorso esperienziale, in un viaggio nel mondo della persecuzione attraverso le storie dei protagonisti. Dal 19 al 25 agosto Aiuto alla Chiesa che Soffre sarà al Meeting di Rimini con l'esposizione di 400 metri quadri sulla persecuzione anticristiana dal titolo: “La vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda”. I volti della persecuzione anticristiana, gli interventi per non lasciarli soli. Un titolo che riporta le parole pronunciate da Papa Francesco in un videomessaggio ai cristiani iracheni in occasione del Natale 2014, per un’esposizione che non si limita a raccontare le sole persecuzioni “lontane”, ma anche quelle che hanno luogo, sempre più spesso, a casa nostra. Ecco allora che accanto a stragi come quella accaduta a Lahore in Pakistan nel giorno di Pasqua, sono ricordati massacri avvenuti in Occidente, come quello del Bataclan.Dalla Nigeria alla Corea del Nord, passando per Iraq, Siria, Pakistan, Cina. L’esposizione di ACS mostrerà laddove la fede in Cristo può costare la vita e metterà a nudo sia la persecuzione messa in atto da regimi totalitari che le atrocità commesse dai fondamentalismi: i copti egiziani uccisi da Isis in Libia, gli studenti trucidati a Garissa, le religiose freddate in Yemen, l’esodo forzato dei cristiani dall’Iraq. A rispondere alle domande dei visitatori e ad accompagnarli nel percorso, delle guide di eccezione: sacerdoti e fedeli della Chiesa perseguitata, dall’Ucraina al Centrafrica, dall’Iraq alla Siria, dalla Palestina al Pakistan. Come nell’anima di Aiuto alla Chiesa che Soffre, la fondazione andrà oltre la mera denuncia indicando risposte chiare e concrete all’orrore, rappresentato da episodi simili a quanto accaduto il 26 luglio scorso nella Chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, in cui è stato sgozzato il parroco, padre Jacques Hamel.Da sempre ACS reagisce alla barbarie, ricostruendo laddove il fondamentalismo distrugge. Ed è anche questo che ACS metterà in scena a Rimini, raffigurando plasticamente tre luoghi in cui è avvenuto l'orrore e tre risposte concrete. Al termine del percorso espositivo vi sono infatti tre diverse ambientazioni: l’area giochi del parco di Lahore dove è avvenuto l’attentato il 27 marzo scorso, l’aula del Garissa University College in cui il 2 aprile 2015 sono stati uccisi 148 studenti cristiani, il tavolo del caffè di Dacca teatro della strage del 1° luglio scorso.Un'altalena e una giostrina, il menu della Holey Artisan Bakery e la tesi che una studentessa di Garissa non scriverà mai, piccoli particolari mettono in scena le recenti stragi. Di fronte le risposte concrete che ACS realizza in tutto il mondo. Le Bibbie del Fanciullo per seminare la fede nel cuore dei bambini, una chiesa costruita in Bangladesh grazie al sostegno della famiglia di Simona Monti, una delle vittime della strage di Dacca, ed il sostegno ai seminari per rinnovare la speranza in Africa, laddove il terrorismo priva il continente dei protagonisti del futuro. Lungo il percorso espositivo i visitatori si troveranno ad attraversare un tunnel nel quale sono ricordati alcuni “martiri” cristiani assassinati in odio alla fede. Da padre Jacques Hamel a don Andrea Santoro, da Shahbaz Bhatti al piccolo Emmanuel Dike. Mentre la loro foto viene proiettata sulle pareti buie del tunnel, una voce ricorda i loro nomi accostati al motivo della loro morte: «ucciso perché cristiano».

Vi aspettiamo dal 19 al 25 agosto, dalle 10.30 alle 24.00

Rimini Fiera, Padiglione C5

Ora che in Europa le chiese vengono colpite ed i sacerdoti trucidati esattamente come accade in Medio Oriente, non è più possibile distogliere lo sguardo dalla persecuzione cristiana. Ora che la jihad bussa alle nostre porte, la mancata conoscenza del dramma vissuto dai nostri fratelli nella fede in tutto il mondo, non può essere più perdonata.