Vescovo italiano Christian Carlassare aggredito nel Sud Sudan

Lo scorso 8 marzo il Papa ha nominato vescovo della Diocesi di Rumbek (Sud Sudan), Padre Christian Carlassare, Missionario Comboniano italiano. Nella notte fra il 25 e il 26 aprile il religioso è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da soggetti non ancora identificati. Gli elementi raccolti da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) lasciano intendere che si sia trattato di un attacco deliberato e pianificato ai danni della missionario comboniano che si sarebbe dovuto insediare il 23 maggio prossimo. Mons. Carlassare è stato colpito alle gambe e lasciato in una pozza di sangue, ma la sua vita non è in pericolo. La diocesi di Rumbek, situata nel centro della nazione, è stata priva di un vescovo dal luglio 2011, dalla morte di un altro comboniano italiano, mons. Cesare Mazzolari. 

Mons. Carlassare ha contattato personalmente i Comboniani in Italia chiedendo loro di pregare, ha affermato, «non tanto per me ma per la gente di Rumbek che sta soffrendo più di me». Kinga Schierstaedt, project manager per il Sud Sudan di ACS spiega che «anni di conflitto armato hanno reso» la nazione «sempre più vulnerabile». La fondazione pontificia riceve richieste di aiuto motivate da «insicurezza alimentare ed epidemie; non solo COVID ma anche colera. Il Sud Sudan ha di fronte sfide insormontabili riconducibili a conflitti civili,  a disastri naturali periodici come le inondazioni e al collasso economico». Le tribù che coesistono nell’area storicamente si sono sempre scontrate per accaparrarsi il bestiame. 

I motivi dell’aggressione non sono ancora stati chiariti. Mons. Carlassare è stato missionario nella regione limitrofa di Malakal per diversi anni. La maggioranza della popolazione di Rumbek appartiene al gruppo etnico Dinka, uno dei più ampi del Paese, il quale è in conflitto con altri gruppi di mandriani. Secondo la project manager di Aiuto alla Chiesa che Soffre, «nonostante le sfide la Chiesa si è dimostrata intraprendente nel costruire ponti fra gruppi etnici, nel promuovere lo sviluppo socio-economico e nel fornire assistenza umanitaria alla popolazione sofferente».