Sosteniamo le vocazioni sacerdotali!

Vocazioni Sacerdotali

Il coronavirus mette a dura prova anche i seminari

 

Durante la pandemia da Covid 19 la Chiesa in Kenya, Venezuela e Mozambico sta impegnando ancor di più le proprie risorse per salvare i poveri. Occorre un aiuto straordinario per la formazione di nuovi sacerdoti:

in KENYA per aiutare negli studi 60 seminaristi nella diocesi di Kitui. Il seminario sorge a poco più di 100 km dalla capitale Nairobi, dove esiste la più grande baraccopoli africana. Si stima ci vivano oltre un milione di poveri che, in particolare durante la pandemia, la Chiesa sta aiutando in ogni modo. Sosterremo il seminario di Kitui dove ciascuno dei 60 aspiranti sacerdoti è fondamentale per il futuro di un Paese dove la Chiesa è in prima linea.

in VENEZUELA per formare 27 seminaristi nella diocesi di La Guaira. Il seminario è vicino alla capitale Caracas, zona che come tutto il Paese è colpita non soltanto dalla terribile povertà causata dal regime politico oppressivo, ma anche dal coronavirus. Il già enorme impegno della Chiesa per chi non ha cibo e medicine è ulteriormente aumentato. Sosterremo il seminario di La Guaira dove i 27 studenti non vogliono interrompere la loro formazione perché mancano i mezzi. Oggi più che mai il Paese ha bisogno di sacerdoti pronti al sacrificio.

in MOZAMBICO per sostenere 28 seminaristi nella diocesi di Tete. Il seminario si trova nella fascia occidentale di un Paese insanguinato, negli ultimi mesi, dalla violenza dell’islam radicale che ha distrutto chiese, case e ospedali. I cristiani, provati da questi attacchi, possono contare solo sul sostegno della Chiesa che li aiuta a far fronte anche all’emergenza del coronavirus. Sosterremo il seminario di Tete dove studiano 28 aspiranti sacerdoti che vengono formati per un compito quanto mai impegnativo, perché essere ministri di Dio in questa terra è quasi eroico.

 

Coronavirus nel mondo: costituiamo un fondo di emergenza per i cristiani più sofferenti

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Per far fronte alle conseguenze del coronavirus sono impegnati non soltanto i medici, ma anche migliaia di sacerdoti e suore. Ogni giorno portano aiuti materiali e conforto spirituale ai più poveri e agli oppressi, spesso soli e abbandonati. Aiuto alla Chiesa che soffre intende essere al loro fianco con questi progetti.

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2 iniziative in Africa Due Paesi caratterizzati dalla violenza e dall'oppressione dei cristiani. In particolare, in Burkina Faso, negli ultimi mesi l’estremismo islamico con sanguinosi attentati colpisce i cristiani nel nord del Paese.

  • Burkina Faso: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Dori
  • Repubblica Democratica del Congo: aiuti ai sacerdoti nella diocesi di Bukavu

3 iniziative in Asia Tre Paesi che vivono una situazione di grave povertà nella quale la Chiesa rappresenta la risposta anche ai bisogni materiali dei fedeli. In particolare in India, dove i religiosi e le religiose sono gli unici ad aiutare i Dalit, i più poveri tra i poveri.

  • India: aiuti alle suore nella diocesi di Hazaribag
  • Filippine: aiuti alle suore nella diocesi di San Jose
  • Myanmar: aiuti alle suore nella diocesi di Pekhon

3 iniziative in Medio Oriente Tre Paesi segnati dal terrorismo e dalla guerra che in Siria si combatte da nove anni, e dalle conseguenze delle atroci violenze con cui l’ISIS ha perseguitato i cristiani in Iraq e in Egitto.

  • Egitto: aiuti ai volontari di 25 parrocchie della diocesi di Alessandria d’Egitto
  • Siria: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Aleppo
  • Iraq: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Mosul 

2 iniziative in America Latina Due Paesi in cui ampie fasce della popolazione vivono al di sotto della soglia di povertà: Venezuela, a causa di un regime politico opprimente, e Haiti, per una cronica situazione di gravissimo sottosviluppo economico.

  • Venezuela: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Barquisimeto
  • Haiti: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Cap Haïtien

Grazie di cuore!

 

 

Aiutiamo i Cristiani in Siria e Venezuela

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I numeri del dramma Il Paese soffre una delle dieci più gravi inflazioni della storia. Il salario minimo è il più basso del mondo e lo stipendio mensile medio è sufficiente per comprare a malapena 12 uova. 110.000 bambini sotto i 5 anni versano in stato di denutrizione acuta, 300.000 vivono in condizioni di povertà estrema.Grazie a VoiNel 2019 abbiamo già aiutato questi nostri fratelli cattolici con 65 iniziative. Avete sostenuto i fedeli nelle loro necessità quotidiane con progetti umanitari, i sacerdoti, attraverso le Sante Messe, e le suore bisognose anch'esse di aiuto per il sostentamento. Quanto destinato ai religiosi e alle religiose aiuta anche la gente, perché viene condiviso con i più poveri attraverso la speciale iniziativa delle “Pentole Solidali” che in questo Natale vi chiediamo di sostenere. Non abbiamo dimenticato la vita di Fede, come dimostrano le iniziative legate alla cura pastorale dei fedeli.I numeri del dramma La comunità cristiana rimasta nel Paese lotta per sopravvivere. I nostri fratelli nella fede sono scesi dal 10% al 3% circa della popolazione. Quanto ai bambini, circa 2,8 milioni sono sfollati interni, quasi 1 milione orfani di guerra, quasi 600.000 rifugiati in aree difficilmente raggiungibili. Oltre 1.000 di loro sono stati uccisi nel corso del 2018.Grazie a VoiNel nel 2019 abbiamo aiutato i Cristiani con 83 iniziative. L’aiuto umanitario con viveri, compreso il latte per i bambini e i neonati, e il sostegno alla ricostruzione delle case sono state le priorità, ma essendo la presenza cristiana fortemente a rischio, numerose iniziative sono state dedicate anche alla cura pastorale dei fedeli. Con lo stesso obiettivo sono state finanziate le prime ricostruzioni di chiese che hanno subito gravi danni per la guerra e che si trovano in zone oggi pacificate. La maggior parte degli aiuti sono andati a Damasco, Aleppo e Homs, città nelle quali è alta la presenza cristiana, ma tanti ne sono stati donati anche per l’assistenza ai profughi siriani rifugiati in Libano.
 

Dona 100 giorni di "pentole solidali"

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In Venezuela l’82% della popolazione vive in povertà e ben il 52% in povertà estrema.

Una famiglia su 12 mangia “per strada” dai residui dei ristoranti o dalle pattumiere e nel 2016, 11.000 i bambini sono morti prima di compiere un anno, per mancanza di medicinali.

In questo drammatico quadro è la Chiesa l’unica al fianco del popolo venezuelano, per il 92%  di fede cristiana. Decine di parrocchie in tutto il Paese offrono a migliaia di poveri l’unico pasto della giornata, preparato in quelle che sono state definite “pentole solidali”.

Questo piatto caldo viene cucinato nelle parrocchie che, mai come in questo momento, hanno bisogno di essere aiutate.

Le offerte donate per la celebrazione di Sante Messe saranno per i sacerdoti un aiuto indispensabile per dar da mangiare agli affamati. Nei prossimi mesi, dunque, ricordando i Tuoi cari, potrai realmente sostenere dei fratelli poveri e oppressi a causa di un regime la cui ideologia sta stremando la popolazione.

SANTE MESSE ORDINARIE (A DATA LIBERA): possono essere celebrate per i vivi e in suffragio di defunti. Offerta suggerita: 10 euro TRIDUI: sono tre Sante Messe celebrate in tre giorni consecutivi. Offerta suggerita: 30 euro NOVENE: sono nove Sante Messe celebrate in nove giorni consecutivi. Offerta suggerita: 90 euro CICLO DI MESSE GREGORIANE: sono 30 Sante Messe consecutive. Il donatore viene sempre informato della data di inizio del Ciclo e del luogo dove viene celebrato. Offerta suggerita: 300 euro  

ACS-ITALIA PER IL VENEZUELA!

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Siamo vicini alle Suore Missionarie della Consolata, religiose in prima linea per aiutare il popolo  venezuelano allo stremo!

Clicca qui per consultare una breve scheda del nostro progetto e, se l'iniziativa ti piace, dona ora cliccando qui!

Grazie!

VENEZUELA. Sostegno all’iniziativa “Un milione di bambini pregano il Rosario”

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Questa incredibile scena si ripete in innumerevoli luoghi del mondo. Al tempo stesso, anche i bambini della scuola materna interrompono i loro giochi. Quelli che sono ancora troppo piccoli per la preghiera del Rosario, dipingono, portano fiori alla Vergine o cantano una canzone.   L’iniziativa “Un milione di bambini pregano il Rosario” sorse sette anni fa in Venezuela e, dal 2005, si è estesa in tutto il mondo. I promotori si rifanno ad alcune parole  di San Padre Pio, che dice così: “Quando un milione di bambini reciterà il Rosario, il mondo cambierà”.   L’iniziativa fu ispirata anche dal Papa Giovanni Paolo II, che disse: “Oggi confido nell’efficacia di questa preghiera come fonte di pace nel mondo e nelle famiglie”.   Il Venezuela, dove naque l’iniziativa, ha particolarmente bisogno di questa preghiera. Si tratta di un paese con un Governo socialista che pone molte difficoltà e impedimenti alla Chiesa. Malgrado l’85% della popolazione sia cattolica, la Chiesa, quì, lavora in condizioni difficili.   In Venezuela si può parlare, usando le parole di un Vescovo, di una “Chiesa perfidamente minacciata”. Oltre alle rappresaglie politiche, sono frequenti le profanazioni di immagini nelle chiese cattoliche. Particolarmente importante è rinforzare la fede dei bambini, affinché essi lottino per il bene e la verità, per la pace e l’unità.   L’iniziativa “Un milione di bambini pregano il Rosario” è molto semplice; i bambini pregano dove si trovano: nelle aule, negli asili, nella chiesa parrocchiale o in ospedale. In questo modo non sono necessari gli spostamenti. Ma quello di cui c’è bisogno, è del materiale per farla conoscere: cartellini, opuscoli, libretti.   Affinché il prossimo anno si uniscano ancora più bambini venezuelani a questo gesto, Aiuto alla Chiesa che Soffre contribuisce con 4.500 euro.