5 progetti per la Quaresima 2024

In occasione della Quaresima 2024 Aiuto alla Chiesa che Soffre propone alla carità dei benefattori cinque progetti, cinque importanti iniziative, che ci permetteranno di allievare le sofferenze dei nostri fratelli nella fede in altrettante nazioni particolarmente problematiche per le comunità cristiane.

5 progetti per la Quaresima 2024

In occasione della Quaresima 2024 Aiuto alla Chiesa che Soffre propone alla carità dei benefattori cinque progetti, cinque importanti iniziative, che ci permetteranno di allievare le sofferenze dei nostri fratelli nella fede in altrettante nazioni particolarmente problematiche per le comunità cristiane.

Siria: doniamo vestiti invernali ai bambini cristiani

Suor Annie Demerjian e le sue consorelle della Congregazione di Gesù e Maria sono instancabili e per i bambini di molte città siriane le loro visite sono sempre una festa.
Le comunità cristiane sono molto povere e riescono a malapena a sfamarsi, perché tra le dolorose conseguenze della guerra c’è anche il crollo dei salari che non consente alle famiglie di coprire neanche il fabbisogno alimentare.
I vestiti nuovi sono diventati un lusso inaccessibile e i genitori non sanno cosa fare quando i figli, crescendo, non stanno più negli abiti. Una giacca costa più di quanto guadagnano in un mese e anche i prezzi dei vestiti usati hanno subìto un’impennata.
In Siria l’inverno può essere molto rigido, ecco perché le suore vogliono donare a 8.000 bambini dei vestiti adeguati.
Il regalo, che darà un seppur piccolo senso di normalità, sarà distribuito in nove città: Damasco, Aleppo, Kameshli, Hasalkeh, Horan, Lattakia, Homs, Hama, Wadi Al Nadara e Swaidana.
Il Vostro dono sarà una benedizione non solo per i bambini e le loro famiglie, ma anche per gli artigiani che realizzeranno questi indumenti e che oggi non hanno quasi più lavoro. Suor Annie conosce decine di storie e ha personalmente assegnato ai laboratori artigianali cristiani le commesse necessarie a realizzare questa iniziativa.

Siria: pasti caldi a 400 cristiani poveri

La parrocchia di San Giuseppe si trova nella capitale Damasco, nel quartiere di Tabbaleh, dove risiedono circa 1.300 famiglie cristiane.

La crisi economica che soffoca la Siria dopo oltre 10 anni di guerra sta causando anche un inarrestabile aumento del costo di cibo e medicine.

Per sfamarsi le famiglie cristiane di Tabbaleh, soprattutto quelle con bambini e anziani, hanno bisogno di aiuto. Da qualche mese il parroco di San Giuseppe, Padre Basilius, e due suoi confratelli, hanno aperto una mensa nei locali della chiesa, dove ogni lunedì, mercoledì e sabato i volontari cucinano e organizzano la distribuzione.

Con il tuo aiuto assicurerai un pasto caldo a 400 cristiani poveri!

Aiutiamo i cristiani di Siria, Iraq e Libano

In alcune aree i cristiani vivono in condizioni peggiori rispetto a quelle sperimentate durante l’occupazione dell’ISIS. In Siria il numero di cristiani è crollato da 1,5 milioni del 2010 ai circa 500.000 attuali. In Iraq la comunità è scesa da 1,5 milioni del 2000 a circa 250.000. I Pastori della Chiesa che è in Libano mettono in dubbio la sopravvivenza a lungo termine della comunità.

 

Siria: pasti caldi a 400 cristiani poveri

La parrocchia di San Giuseppe si trova nella capitale Damasco, nel quartiere di Tabbaleh, dove risiedono circa 1.300 famiglie cristiane.

La crisi economica che soffoca la Siria dopo oltre 10 anni di guerra sta causando anche un inarrestabile aumento del costo di cibo e medicine.

Per sfamarsi le famiglie cristiane di Tabbaleh, soprattutto quelle con bambini e anziani, hanno bisogno di aiuto. Da qualche mese il parroco di San Giuseppe, Padre Basilius, e due suoi confratelli, hanno aperto una mensa nei locali della chiesa, dove ogni lunedì, mercoledì e sabato i volontari cucinano e organizzano la distribuzione.

Con il tuo aiuto assicurerai un pasto caldo a 400 cristiani poveri!

A fianco dei cristiani di Siria e Nigeria

Siria e Nigeria sono due dei Paesi del mondo in cui le comunità cristiane sono maggiormente minacciate. ACS lancia la raccolta fondi su altri due importanti progetti, che si spera possano recare conforto ai nostri fratelli nella fede minacciati dalle conseguenze di anni di guerra, dal terremoto e dal terrorismo islamico. 

 

 

A fianco dei cristiani di Siria e Nigeria

Siria e Nigeria sono due dei Paesi del mondo in cui le comunità cristiane sono maggiormente minacciate. ACS lancia la raccolta fondi su altri due importanti progetti, che si spera possano recare conforto ai nostri fratelli nella fede minacciati dalle conseguenze di anni di guerra, dal terremoto e dal terrorismo islamico. 

 

 

Aiutiamo i cristiani di Siria e Libano!

Paradossalmente, diversi segnali indicano come in alcune aree del Medio Oriente i cristiani vivano in condizioni peggiori rispetto a quelle vissute durante l’occupazione da parte dello Stato Islamico (ISIS).

Vi sono prove che dimostrano come la minaccia alla sopravvivenza di alcune delle comunità cristiane più antiche al mondo si sia notevolmente aggravata. L’involuzione è particolarmente marcata in Siria dove, nel giro di un decennio, il numero di cristiani è crollato da 1,5 milioni (il 10 per cento della popolazione) del 2011, prima dell’inizio della guerra, ai circa 300.000 attuali (meno del 2 per cento della popolazione).

All’indomani delle esplosioni avvenute a Beirut il 4 agosto 2020, il cui impatto maggiore è stato avvertito nel quartiere cristiano, i leader della Chiesa libanese hanno messo in dubbio la sopravvivenza a lungo termine della comunità.

Fonte: Perseguitati più che mai, p. 10

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Schenken Sie armen und kranken Menschen im Libanon und in Syrien Hoffnung!

 

 

 

Syrien noch im ausnahmezustand

DANK IHRER SPENDE WIRD DAS ZENTRUM ST. PETER WEITERHIN FAMILIEN MIT ALTEN MENSCHEN UND KINDERN HELFEN KÖNNEN

WIE DURCH EIN WUNDER DEN KRIEG ÜBERLEBT
In den elf Kriegsjahren haben tausende Familien in Marmarita im Tal der Christen Zuflucht gefunden. Die Einwohner des Ortes haben mit ihnen das Wenige, das sie hatten, geteilt, aber die Rettung kam für sie durch das Wirken des Zentrums St. Peter, das im Jahr 2011 von den Missionaren des heiligen Paulus gegründet wurde.

ALLEN HELFEN, JEDEM EINZELNEN
Für das Zentrum ist es nicht leicht, allen Familien zu helfen, vor allem jenen mit Kindern und alten, oft kranken Menschen, doch alle, die um Hilfe bitten, erhalten Unterstützung: Essen, Kleidung, Hilfe für pflegebedürftige, alte Menschen und die Eingliederung der Kinder in die verschiedenen Schulen.

BITTE HELFEN SIE, DAMIT FAMILIEN MIT KINDERN UND ALTEN MENSCHEN WEITERHIN UNTERSTÜTZT WERDEN KÖNNEN!

Die wirtschaftliche Lage im halbzerstörten Syrien ist katastrophal und hindert diese Familien daran, auf eigenen Füßen zu stehen. Die Deckung ihrer Grundbedürfnisse stellt für das Zentrum eine große finanzielle Belastung dar, und der Leiter, Pater Walid Iskandafy, befürchtet, dass er bald nicht mehr die Mittel haben wird, diesen Familien beim Überleben zu helfen.

Libanon am abgrund

DANK IHRER SPENDE WIRD DAS PSYCHIATRISCHE KRANKENHAUS VOM KREUZ WEITERHIN ERWACHSENE UND KINDER BEHANDELN KÖNNEN

KRANKE, DIE NIEMAND SONST AUFNIMMT
Das Krankenhaus befindet sich auf einer Anhöhe in der Hauptstadt Beirut und wurde im Jahr 1930 von den Franziskanerinnen vom Kreuz gegründet. Heute beherbergt es mehr als 800 Erwachsene und Kinder mit schweren psychischen Erkrankungen; viele von ihnen wurden gerade aufgrund ihrer Krankheit von der Familie verlassen.

FACHÄRZTLICHE VERSORGUNG UND VIEL LIEBE
Auf den vier Stationen (Unsere Liebe Frau, St. Dominik, St. Michael und St. Joachim) arbeiten Ärzte und Pflegepersonal, die auf psychiatrische Krankheiten spezialisiert sind. Die Ordensschwestern leiten das Krankenhaus und kümmern sich auf liebevolle Weise darum, dass niemand einsam und ohne die Wärme einer Familie sein muss.

BITTE HELFEN SIE, DAMIT DIE KRANKEN MENSCHEN WEITERHIN GEPFLEGT WERDEN KÖNNEN!
Die anhaltende Wirtschaftskrise im Libanon, die die Inflationsrate auf 210 % getrieben hat, schiebt das Krankenhaus auf den Abgrund zu. Die ständige Sorge der Leiterin, Schwester Jeannette Abou Abdallah, und ihrer Mitschwestern ist es, genügend Mittel zu haben, um Mahlzeiten und spezifische Arzneimittel zu bezahlen. Sie fürchten, nach und nach die Zahl der Kranken reduzieren zu müssen, bis hin zu einer Schließung des Krankenhauses.