A Natale aiutiamo i cristiani di Siria e Libano!

Paradossalmente, diversi segnali indicano come in alcune aree del Medio Oriente i cristiani vivano in condizioni peggiori rispetto a quelle vissute durante l’occupazione da parte dello Stato Islamico (ISIS).

Vi sono prove che dimostrano come la minaccia alla sopravvivenza di alcune delle comunità cristiane più antiche al mondo si sia notevolmente aggravata. L’involuzione è particolarmente marcata in Siria dove, nel giro di un decennio, il numero di cristiani è crollato da 1,5 milioni (il 10 per cento della popolazione) del 2011, prima dell’inizio della guerra, ai circa 300.000 attuali (meno del 2 per cento della popolazione).

All’indomani delle esplosioni avvenute a Beirut il 4 agosto 2020, il cui impatto maggiore è stato avvertito nel quartiere cristiano, i leader della Chiesa libanese hanno messo in dubbio la sopravvivenza a lungo termine della comunità.

Fonte: Perseguitati più che mai, p. 10

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Schenken Sie armen und kranken Menschen im Libanon und in Syrien Hoffnung!

 

 

 

Syrien noch im ausnahmezustand

DANK IHRER SPENDE WIRD DAS ZENTRUM ST. PETER WEITERHIN FAMILIEN MIT ALTEN MENSCHEN UND KINDERN HELFEN KÖNNEN

WIE DURCH EIN WUNDER DEN KRIEG ÜBERLEBT
In den elf Kriegsjahren haben tausende Familien in Marmarita im Tal der Christen Zuflucht gefunden. Die Einwohner des Ortes haben mit ihnen das Wenige, das sie hatten, geteilt, aber die Rettung kam für sie durch das Wirken des Zentrums St. Peter, das im Jahr 2011 von den Missionaren des heiligen Paulus gegründet wurde.

ALLEN HELFEN, JEDEM EINZELNEN
Für das Zentrum ist es nicht leicht, allen Familien zu helfen, vor allem jenen mit Kindern und alten, oft kranken Menschen, doch alle, die um Hilfe bitten, erhalten Unterstützung: Essen, Kleidung, Hilfe für pflegebedürftige, alte Menschen und die Eingliederung der Kinder in die verschiedenen Schulen.

BITTE HELFEN SIE, DAMIT FAMILIEN MIT KINDERN UND ALTEN MENSCHEN WEITERHIN UNTERSTÜTZT WERDEN KÖNNEN!

Die wirtschaftliche Lage im halbzerstörten Syrien ist katastrophal und hindert diese Familien daran, auf eigenen Füßen zu stehen. Die Deckung ihrer Grundbedürfnisse stellt für das Zentrum eine große finanzielle Belastung dar, und der Leiter, Pater Walid Iskandafy, befürchtet, dass er bald nicht mehr die Mittel haben wird, diesen Familien beim Überleben zu helfen.

Libanon am abgrund

DANK IHRER SPENDE WIRD DAS PSYCHIATRISCHE KRANKENHAUS VOM KREUZ WEITERHIN ERWACHSENE UND KINDER BEHANDELN KÖNNEN

KRANKE, DIE NIEMAND SONST AUFNIMMT
Das Krankenhaus befindet sich auf einer Anhöhe in der Hauptstadt Beirut und wurde im Jahr 1930 von den Franziskanerinnen vom Kreuz gegründet. Heute beherbergt es mehr als 800 Erwachsene und Kinder mit schweren psychischen Erkrankungen; viele von ihnen wurden gerade aufgrund ihrer Krankheit von der Familie verlassen.

FACHÄRZTLICHE VERSORGUNG UND VIEL LIEBE
Auf den vier Stationen (Unsere Liebe Frau, St. Dominik, St. Michael und St. Joachim) arbeiten Ärzte und Pflegepersonal, die auf psychiatrische Krankheiten spezialisiert sind. Die Ordensschwestern leiten das Krankenhaus und kümmern sich auf liebevolle Weise darum, dass niemand einsam und ohne die Wärme einer Familie sein muss.

BITTE HELFEN SIE, DAMIT DIE KRANKEN MENSCHEN WEITERHIN GEPFLEGT WERDEN KÖNNEN!
Die anhaltende Wirtschaftskrise im Libanon, die die Inflationsrate auf 210 % getrieben hat, schiebt das Krankenhaus auf den Abgrund zu. Die ständige Sorge der Leiterin, Schwester Jeannette Abou Abdallah, und ihrer Mitschwestern ist es, genügend Mittel zu haben, um Mahlzeiten und spezifische Arzneimittel zu bezahlen. Sie fürchten, nach und nach die Zahl der Kranken reduzieren zu müssen, bis hin zu einer Schließung des Krankenhauses.

Aiuta le famiglie cristiane di Siria e i malati del Libano!

 

 

Siria ancora in emergenza

Grazie al tuo dono il Centro San Pietro potrà continuare ad aiutare famiglie con anziani e bambini

 

Miracolosamente sopravvissuti alla guerra
Negli 11 anni di guerra sono state migliaia le famiglie che si sono rifugiate a Marmarita, nella Valle dei Cristiani. Gli abitanti del luogo hanno condiviso con loro il poco che avevano, ma la speranza è giunta grazie all’opera del Centro San Pietro fondato nel 2011 dai Missionari di San Paolo.

Aiutarli tutti, uno per uno
Per il Centro non è facile assistere tutte le famiglie, in particolare quelle con bambini e anziani spesso malati, ma tutti coloro che chiedono un aiuto ricevono sostegno: cibo, farmaci, indumenti, assistenza per gli anziani non autosufficienti e inserimento dei bambini nella scuola primaria e secondaria.

Doniamo per assistere famiglie con bambini e anziani
La situazione economica della Siria è disastrosa e impedisce alle comunità cristiane di tornare autosufficienti. Per il Centro far fronte ai loro bisogni primari è un impegno economico gravoso che fa temere al direttore, padre Walid Iskandafy, di non avere più i mezzi per aiutare queste famiglie a sopravvivere.

 

Libano in agonia

Grazie al tuo dono l’Ospedale psichiatrico della Croce potrà continuare a curare adulti e bambini

 

Malati che nessun altro accoglie
L’Ospedale si trova sulle alture di Beirut ed è stato fondato nel 1930 dalle Suore Francescane della Croce. Oggi ospita oltre 800 adulti e bambini affetti da patologie psichiatriche gravi, in molti casi abbandonati dalle famiglie proprio perché soffrono di disturbi mentali.

Cure specialistiche e tanto amore
Nei quattro reparti (Notre-Dame, San Domenico, San Michele e San Giacomo) operano medici e infermieri specializzati in patologie psichiatriche. Le suore, che sono le responsabili dell’Ospedale, assicurano la cura contro la solitudine con un’assistenza amorevole che dona il calore di una famiglia.

Doniamo per curare i malati
L’inarrestabile crisi economica del Libano che ha portato l’inflazione al 210% sta spingendo l’ospedale verso il baratro. Avere i mezzi per assicurare pasti e medicine specifiche è la costante preoccupazione della responsabile
suor Jeannette Abou Abdallah e delle sue consorelle, le quali temono di dover via via ridurre il numero dei malati accolti, fino ad arrivare alla chiusura dell’ospedale.

Sostieni i cristiani in Siria!

Papa Francesco il 3 settembre 2022 ha affermato: «Pensando alla Siria, vengono in mente le parole del Libro delle Lamentazioni: “Poiché è grande come il mare la tua rovina, chi potrà guarirti?” (2,13). Sono espressioni che si riferiscono alle sofferenze di Gerusalemme e che possono far pensare anche a quelle vissute dalla popolazione siriana in questi dodici anni di sanguinoso conflitto. Considerando il numero imprecisato di morti e feriti, le distruzioni di interi quartieri e villaggi, e delle principali infrastrutture, tra cui anche quelle ospedaliere, viene spontaneo chiedersi: “Chi potrà ora guarirti, Siria?”. Quella siriana, a detta degli osservatori internazionali, rimane una delle più gravi crisi nel mondo, con distruzioni, crescenti bisogni umanitari, collasso socio-economico, povertà e fame a livelli gravissimi. [...] Di fronte a questa immensa sofferenza, la Chiesa è chiamata ad essere un “ospedale da campo”, per curare le ferite sia spirituali sia fisiche». 

E ancora una volta, in questo “ospedale da campo”, sono chiamati a operare anche i benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre, come altrettanti “specialisti della carità”.

"Una goccia di latte" per Aleppo

I partners siriani dei progetti finanziati dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre richiedono latte per i bambini al di sotto dei 10 anni. ACS, per assicurare la prosecuzione del finanziamento del progetto, ha bisogno della generosità delle Benefattrici e dei Benefattori. 

Georgina, madre di tre figli, spiega ad ACS quanto sia importante questa iniziativa: «Myriam ha 10 anni, Pamela 6. Siamo uno dei nuclei beneficiari del progetto “Una goccia di latte”. Sia Myriam sia Pamela ricevono un chilo di latte in polvere ogni mese. La salute di Pamela è diventata critica da quando è stata colpita da un frammento di proiettile nella schiena, e ora che sta recuperando ha bisogno di latte per diventare più sana e più forte. Questo progetto è molto importante per me e per la mia famiglia, e mi piacerebbe molto se proseguisse!».

ACS si rivolge pertanto alla comunità italiana affinché i bambini di Aleppo, già espropriati della serenità dell’infanzia, non siano privati anche del latte necessario alla loro crescita.

Grazie di cuore!

Non abbandoniamo i cristiani in Siria

Sostenendo le attività del Centro San Pietro, i Benefattori ACS hanno aiutato negli ultimi anni ben 1.880 famiglie, ma nella gravissima crisi economica legata alla guerra il nostro impegno rimane necessario. Abbiamo quindi promesso a padre Walid Iskandafy, il sacerdote nostro referente, di aiutarlo a far fronte alle necessità più urgenti.

(foto: immagine di Nostra Signora Guardiana della Valle a Marmarita, Siria)

Sosteniamo i cristiani malati e senza cure in Siria

In Siria il sistema sanitario è al collasso, più della metà degli ospedali e dei centri medici sono chiusi o parzialmente inagibili e si stima che quasi il 70% del personale sanitario abbia lasciato il Paese. Con un solo medico ogni 10.000 abitanti, la pandemia e l’embargo internazionale anche sulle medicine la situazione diventa sempre più drammatica.  

Nella sola capitale Damasco sono circa un milione i malati che non possono curarsi. Mancano farmaci chemioterapici, quelli per i dializzati e c’è carenza anche di medicine e assistenza sanitaria di base. 

La Chiesa a Damasco parla di una strage silenziosa che la carità dei benefattori di ACS può contribuire ad arginare. Vogliamo fornire assistenza medica a 650 malati, particolarmente vulnerabili, ai quali saranno assicurati non soltanto farmaci ma anche accertamenti diagnostici indispensabili per tenere il più possibile sotto controllo le patologie gravi. 

Pasti caldi per i cristiani siriani rifugiati in Libano

In Libano vivono circa 1.500.000 di rifugiati siriani, il 75% dei quali al di sotto della soglia di povertà. Si tratta di una condizione drammatica, ulteriormente aggravata dall’emergenza sanitaria del Covid-19 e dalla crisi politico-economica. 

I rifugiati, molti dei quali cristiani, sono fuggiti da città come Damasco, Aleppo, Homs, Raqqa e Idlib, semidistrutte dalla guerra. I nuclei familiari nel 70% dei casi contano almeno un membro bisognoso di assistenza speciale perché affetto da malattia cronica o da disabilità. Spesso vivono in tendopoli o in garage lungo le strade.  

La Chiesa è in prima linea per aiutarli a sopravvivere e a Zahlé, nella Valle della Beqaa, ospita centinaia di famiglie cristiane che siedono alla “Tavola di San Giovanni il Misericordioso” per ricevere almeno un pasto caldo al giorno. ACS ha accolto la richiesta della Diocesi di prolungare di un anno il contributo per garantire il funzionamento della mensa della speranza.

Siria, morti silenziose

Cure per 150 malati a Homs

Dopo 10 anni di guerra la popolazione continua a soffrire e a morire per l’aggravarsi della situazione sanitaria. Metà degli ospedali e dei centri di prima assistenza sono infatti distrutti o inagibili. Si stima inoltre che circa il 70% del personale sanitario sia emigrato e ci sia un solo medico ogni 10.000 abitanti. Il sistema sanitario non è in grado di far fronte alla domanda di cure mediche, tanto che l’aspettativa di vita si è ridotta di 15 anni per gli uomini e di 10 per le donne.

La Chiesa sta assistendo anche dal punto di vista sanitario i cristiani più poveri, in particolare i malati cronici e gli anziani che non riescono ad accedere alle cure mediche e a disporre di farmaci, diventati sempre più cari. Per salvare più vite possibile la diocesi di Homs chiede il Vostro aiuto per garantire medicine e accertamenti clinici a 150 malati cronici. 

ACS è vicina ai bambini siriani

Care Benefattrici, cari Benefattori,

nei giorni scorsi mi sono imbattuto in una notizia diffusa da AsiaNews. L’agenzia informa che dall’inizio dell’anno almeno 62 bambini sono morti in due diversi campi profughi nel nord-est della Siria. La denuncia è contenuta in un rapporto di Save the Children che definisce «insostenibili» le condizioni nei centri di Al-Hol e Roj, al cui interno vivono decine di migliaia di sfollati, fra i quali circa 40.000 bambini. Le vittime fra i minori sono almeno due alla settimana. Fra le cause dei decessi vi sono malnutrizione, malattie, precarie condizioni sanitarie e incendi che di frequente scoppiano all’interno delle tende. Dall’inizio dell’anno due bambini sono stati assassinati.

A ciò si aggiungano altri due drammatici fronti aperti. Il diritto allo studio è negato, basti pensare che ad Al-Hol solo il 40% dei minori beneficia di un’istruzione scolastica. Inoltre la Siria è alla prese con una nuova ondata di contagi da Covid-19. Finora i vaccini sono stati somministrati solo al 2,4% della popolazione. «Il dato di occupazione delle terapie intensive», racconta Issam al-Amin, primario del Mouwasat University Hospital di Damasco, «ha ormai quasi raggiunto il 100%». Tutto ciò per i bambini (e non solo per loro) rappresenta un’ulteriore grave minaccia.

Purtroppo quanto avete letto ci viene quotidianamente confermato dai nostri fratelli siriani con i quali teniamo contatti continui.

Cosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a questa situazione angosciante?

Aiuto alla Chiesa che Soffre, come sapete, è costantemente a fianco dell’infanzia siriana. Solo per fare alcuni esempi dei progetti finiti oggi sul mio tavolo, stiamo distribuendo latte per bambini e neonati a oltre 3.000 famiglie cristiane, a giorni forniremo a 30.000 ragazzi abiti per l’inverno in arrivo, stiamo garantendo ai minori sostegno psicologico e servizi sociali e assicurando lezioni private ai bambini che hanno difficoltà di apprendimento, anch’esse una delle conseguenze della lunga guerra.

Suor Annie Demerjian, una delle nostre instancabili collaboratrici ad Aleppo, ci scrive: «Durante tutti questi anni di guerra l’aiuto di ACS è stato un’ancora di salvezza per noi cristiani. Non abbandonateci!».

Non intendiamo farlo e, con il Vostro aiuto, vogliamo prenderci cura dei bambini e degli adolescenti siriani. Essi sono il futuro della comunità cristiana che vogliamo fiorisca, nonostante le conseguenze di un drammatico conflitto e la minaccia sempre costante di nuove persecuzioni.

Grazie di cuore per le Vostre preghiere e per la Vostra generosità,

 

Alessandro Monteduro
Direttore ACS-Italia