ACS sostiene i viaggi pastorali nella diocesi russa di Saratov

La diocesi cattolica russa di San Clemente ha sede nella città di Saratov, sul fiume Volga, a circa 800 km a sud-est di Mosca. I fedeli cattolici della diocesi, appena 20.000, sono sparsi su un’area di quasi 1,4 milioni di km², ovvero quasi il doppio della Francia. Per questo attendono con ansia le visite dei loro sacerdoti, e questi ultimi devono coprire grandi distanze per servire i fedeli. Ciò è fondamentale per preservare la presenza cattolica nella regione, poiché dove non c'è sacerdote non ci sono sacramenti, e con il tempo il legame con la Chiesa può affievolirsi, il fervore della fede svanire, soprattutto tra i giovani che vivono tra i loro coetanei apparentemente felici senza fede. Questo a sua volta può diventare un circolo vizioso, perché dove la fede comincia a svanire le vocazioni alla vita consacrata si riducono drasticamente, e se ci sono meno sacerdoti la cura pastorale si affievolisce… Basti pensare che attualmente la maggior parte dei sacerdoti della diocesi proviene dall'estero. Questi viaggi pastorali sono quindi essenziali, ma il costo del carburante è elevato.

ACS sta contribuendo al sostenimento di questi costi, affinché i fedeli cattolici non rimangano senza i loro sacerdoti. Si tratta di una forma di sostegno continua, e quest'anno intendiamo mettere a disposizione 15.000 euro. Vuoi aiutarli anche tu?

In Russia completiamo una chiesa parrocchiale

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In Russia ACS sostiene il completamento della chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Pacifico nella città portuale di Nachodka (6.300 km da Mosca!). Finora i cattolici locali sono stati costretti ad ospitare la celebrazione delle Messe in case private. Grazie ai nostri Benefattori è già stata edificata la chiesa parrocchiale, ma mancano tutti gli arredi interni. ACS sta raccogliendo per questo scopo 30.000 euro. Il Parroco, Padre Sebastian, ci ha scritto: “Preghiamo costantemente per Voi. Possa Dio benedire copiosamente tutti i nostri Benefattori e assicurare loro felicità e salute.”. (nella foto: posa della prima pietra)  

Russia. Sostegno alla pubblicazione della Diocesi della Trasfigurazione del Signore (Novosibirsk)

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La Diocesi della Trasfigurazione del Signore con sede a Novosibirsk abbraccia un territorio di due milioni di chilometri quadrati. Nessuno conosce con esattezza il numero di cattolici appartenenti a questa diocesi. Ma si può dire che abbia radici cattoliche chiunque discenda da quanti - tedeschi, polacchi, ucraini o di altra nazionalità - sono stati deportati in Siberia  nel secolo scorso. Nell’intera diocesi, sono circa 10.000 i fedeli che ogni domenica assistono alla Messa.                 Il territorio diocesano comprende 60 parrocchie e altre 25 località in cui vivono suore e sacerdoti che, da qui, amministrano vastissimi territori. In molte località vi è solo una ridottissima comunità di credenti – a volte anche una sola famiglia – e i cattolici più vicini si trovano a oltre cento chilometri di distanza. Ovviamente non è possibile costruire una Chiesa per ogni micro-comunità. E anche in questo caso i sacerdoti non basterebbero. Perciò in alcuni luoghi la Messa viene celebrata nelle abitazioni dei fedeli.   I sacerdoti della diocesi della Trasfigurazione del Signore sono 50 di cui solamente 10 sono russi. L’assistenza pastorale ai fedeli è fondamentale per la sopravvivenza della Chiesa Cattolica. Altrimenti vi è il rischio che il legame spirituale con la Chiesa si indebolisca e che la fede svanisca. Sarebbe l’inizio di un circolo vizioso, perché  dove scompare la fede non nascono nemmeno nuove vocazioni religiose e dove non ci sono sacerdoti non si possono assistere i fedeli. Per questo la gente si allontana dalla Chiesa e il numero delle vocazioni locali diminuisce.   Ecco perché il Giornale Cattolico Siberiano è così importante. Grazie a questo giornale - l’unico cattolico in tutta la Federazione Russa - la diocesi può comunicare con tutti i suoi fedeli. Si tratta di una pubblicazione semestrale con una tiratura di oltre 3mila copie, che viene letto anche nella seconda diocesi cattolica della Siberia: quella di San Giuseppe a  Irkutsk. Il giornale viene inviato soprattutto alle congregazioni religiose, alle biblioteche ecclesiastiche e ai centri pastorali, affinché sia letto dal maggior numero di fedeli. La pubblicazione ha anche un sito internet: https://sibcatholic.ru .   La pubblicazione riporta notizie relative alla Chiesa locale e al Vaticano, approfondisce temi quali le vocazioni sacerdotali, riporta le biografie di personaggi come Madre Teresa di Calcutta, spiega l’importanza delle feste religiose, ecc. In questo modo i cattolici siberiani che si sentono lontani dal centro della Chiesa Universale, mantengono il contatto tra di loro e con la Chiesa stessa. Il giornale offre anche spazi per giovani e bambini ed è uno strumento essenziale per la Chiesa Cattolica della Siberia e di tutta la Russia. Per questa ragione, Aiuto alla Chiesa che Soffre ne sostiene regolarmente la pubblicazione. “Vi siamo infinitamente grati per il vostro aiuto, senza il quale non potremmo farcela”, ci scrive  Vladimir Degtyarev . Abbiamo promesso 14.000 euro.   Aiutateci a sostenere la comunità dei cattolici russi! Fate un’offerta    

Quattro ruote per un centro per bambini in fase terminale a San Pietroburgo

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Negli ultimi dieci anni, in Russia, oltre sette milioni di bambini sono morti a causa di diverse malattie. Un numero inimmaginabile di tragedie. Ma nonostante ciò, gli ospedali non sono ancora in grado di prendersi cura di tutti quei bambini senza più speranze di guarigione e delle loro famiglie. Quando un bambino è in fase terminale l’ospedale lo rimanda a casa, costringendo i genitori ad affrontare da soli non soltanto il dolore e la paura, ma anche innumerevoli problemi pratici.   Molte famiglie sono così povere da dover condividere la loro misera casa popolare. In un posto così è praticamente impossibile curare un bambino gravemente malato. Spesso il troppo dolore porta le famiglie a separarsi. Alcuni amici e a volte perfino i genitori si allontanano per l’incapacità di gestire la situazione.   Anche i piccoli fratelli e sorelle del bambino malato soffrono sia perché i loro genitori hanno poco tempo per prendersi cura di loro, sia perché vedono la sofferenza del loro fratellino o sorellina.   È pensando a tutti loro che nel 2003 un sacerdote ortodosso di San Pietroburgo, padre Aleksandr Tkachenko, ha deciso di creare una nuova struttura per accogliere i bambini in fase terminale. Padre Alksandr, che aveva frequentato un corso di specializzazione in Europa per cappellano d’ospedale, si rese conto che in Russia  c’era urgente bisogno di qualcosa in quest’ambito.   Il centro accoglie più di 300 bambini senza più speranza di guarigione e dona a loro e alle loro famiglie un affettuoso sostegno. Ai piccoli, generalmente malati di cancro, vengono somministrate cure che alleviano il dolore e migliorano la qualità di vita. I medici e gli psicologi fanno di tutto per regalare ai piccoli la possibilità di vivere, anche per poco, la loro infanzia con gioia.   Quando arrivano al centro, alcuni di loro sono talmente abituati alla solitudine, al dolore e all’isolamento che è molto difficile per gli operatori sociali coinvolgerli nei giochi e nelle diverse attività. Ma la straordinaria collaborazione tra medici, psicologi, assistenti sociali, sacerdoti e volontari riesce ad alleviare il dramma di questi bambini e delle loro famiglie.       La struttura ospita anche cavalli ed altri animali per la pet therapy. E il personale cerca sempre di sorprendere i piccoli con nuove e originali attività. Quest’anno hanno avuto la possibilità di vedere come si realizza un cartone animato. Il centro propone anche delle escursioni per i bambini e le loro famiglie: un po’ di gioia fra tanto dolore. “La cura di un bambino in fase terminale -  ci spiega padre Aleksandr –   è estenuante per i genitori. E hanno bisogno di momenti di respiro, altrimenti non possono farcela». Lo staff e i volontari assistono i piccoli pazienti ed i loro genitori 24 ore al giorno. E forniscono anche assistenza domiciliare, offrendo un sostegno materiale, pastorale e psicologico alle famiglie    “Alcuni bambini sono malati da molto tempo ed entrano in coma - continua padre Aleksandr – e noi non possiamo fare altro che pregare insieme ai genitori al loro capezzale”. I sacerdote racconta la straordinaria maturità dei suoi piccoli degenti. “Non sono io che gli parlo, sono loro che mi parlano della loro esperienza con Dio!”, spiega il sacerdote. “E, soprattutto, mi chiedono sempre di consolare i loro genitori. Pensano più ai loro cari che a loro stessi”.        Aiuto alla Chiesa che Soffre sostiene il centro per bambini terminali di San Pietroburgo fin dalla sua creazione. L’ultimo aiuto è stato il finanziamento di un pulmino per le per le cure a domicilio. Gli operatori assistono famiglie lontane anche 50 chilometri. E poi il pulmino servirà anche per le escursioni e per portare i bambini ai consulti medici, fisioterapici e psicologici. Padre Aleksandr vi ringrazia con tutto il cuore, anche a nome di tutti i bambini malati e delle loro famiglie!   Se volete sostenere un progetto come questo…  Fate un’offerta