ACS sostiene la formazione di 16 seminaristi a Rio Branco, in Brasile

Sedici seminaristi si stanno preparando al sacerdozio nel seminario “San Giuseppe” nella diocesi di Rio Branco, nel nord-ovest del Brasile. La vita che li attende non è facile. La diocesi di Rio Branco infatti si trova nella regione amazzonica e la maggior parte dei suoi 100.000 km² si trova nella foresta pluviale. Molti luoghi possono essere raggiunti solo via acqua. Ci sono pochi sacerdoti per questa vasta area e i nuovi movimenti religiosi attraggono la popolazione con false promesse di guarigione e salvezza.

«Dopo un anno con tante sfide e ostacoli ringraziamo Dio che grazie alla Sua misericordia abbiamo potuto continuare il lavoro di formazione e la nostra missione cattolica», ci scrive il vescovo mons. Joaquin Pertinez. Ha chiesto l’aiuto dei benefattori di ACS affinché i suoi sedici seminaristi possano continuare la loro formazione, e noi gli abbiamo promesso 9.660 euro.

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Sosteniamo sacerdoti, religiose e fedeli nella diocesi di Humaità

La diocesi di Humaità è situata nel nord-ovest del Brasile, nella regione dell'Amazzonia. Copre un'area superiore a quella della Grecia ma è scarsamente popolata. Circa 55.000 di questi abitanti sono concentrati nella città di Humaità, mentre il resto vive per la maggior parte in piccoli insediamenti. Molti di questi ultimi si stanno trasferendo verso le città, insieme ad altri migranti provenienti da Haiti e Venezuela. Ciò determina enormi sfide per la missione pastorale della Chiesa. Allo stesso tempo ci sono ancora molti cattolici da seguire nei piccoli insediamenti della giungla: i "Ribeirinhos", o "abitanti della costa". Il contatto con il mondo moderno sta facendo perdere loro il senso della loro identità culturale. La pandemia ha inoltre diffuso sofferenza e morti, insieme a una maggiore povertà. 

Anche la Chiesa è stata colpita dalla crescente crisi. Un numero crescente di fedeli ha bisogno di aiuto materiale e spirituale mentre, soprattutto a causa della pandemia, le collette domenicali si sono drasticamente ridotte. Il vescovo diocesano ci ha scritto: «Questa richiesta è un urgente grido di aiuto poiché il nostro reddito attuale non è sufficiente per sostenere i sacerdoti, i religiosi e i diaconi che lavorano nella diocesi». 

ACS ha promesso loro un contributo di 11.460 euro per le 17 suore e i due diaconi permanenti che lavorano nella diocesi; ha promesso anche offerte derivanti dalla richiesta di Messe per sostenere i quattro sacerdoti, e il vescovo stesso, per un valore di 8.275 euro. Questo aiuto contribuirà a sostenere anche i fedeli che si affidano alle loro cure pastorali. 

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Un grazie di cuore dalle Carmelitane dell’Arcidiocesi di Natal!

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  Monsignor Heitor de Araujo Sales, arcivescovo emerito di Natal, ha servito per tutta la vita la Chiesa nel nord est del Brasile, l’area più povera del paese. Oggi ha 87 anni ed è in pensione dal 2003 ma non ha mai smesso di lavorare. Ormai si considera l’angelo custode di quella che era la sua arcidiocesi e continua a seguire i molti progetti nella regione.   Tra questi il convento delle religiose Carmelitane, il primo e l’unico monastero di contemplative dell’arcidiocesi, che proprio monsignor Heitor ha voluto costruire a Natal. Il presule sapeva quanto i suoi fedeli apprezzassero le religiose, un affetto ed una devozione che egli stesso aveva potuto costatare quando era ancora vescovo di Caicó. “Dopo aver visitato il convento – racconta monsignor Heitor ad ACS - una donna disse ad una sua amica: ‘Non sai cosa ti sei persa’ Da allora sono in tantissimi a visitare il monastero! ”. La domenica, infatti, tanti fedeli assistono alla messa nella cappella delle carmelitane, che è sempre piena!   Appena arrivate le prime cinque religiose non avevano un posto dove alloggiare e si sono sistemate nell’ex seminario minore. La mancanza di spazio non permetteva però di accogliere nuove vocazioni, nonostante vi fossero ben sette ragazze desiderose di unirsi alle religiose. La mancanza di una struttura non permetteva neanche di organizzare delle attività oppure di dar vita a progetti di autosostentamento, come ad esempio un laboratorio per la realizzazione di ceri e candele.   Finalmente le Carmelitane hanno il loro convento, grazie anche al contributo di 96.000 euro donato da Aiuto alla Chiesa che Soffre.   Senza il vostro aiuto non avremmo potuto farcela! Le Carmelitane vi ringraziano dal profondo del loro cuore. Ma ci sono tanti altri progetti per sostenere altre comunità di religiose. Aiutateci! Fate un’offerta!      

TV REDEVIDA: l’alternativa cattolica ai programmi delle sette

Immagine di TV REDEVIDA
Oggi più del 90% delle famiglie brasiliane ha un televisore. Da tempo, però, le sette neo-pentecostali si servono dei mezzi di comunicazione e comprano canali televisivi ed emittenti radio per proporre il loro messaggio. La Chiesa Cattolica cerca di resistere a questi attacchi e ha dato vita ad emittenti alternative che trasmettono programmi cristiani. Nel 1995 Joao Monteiro de Barros Filho ha fondato la rete TV REDEVIDA che oggi, con oltre 101,5 milioni di telespettatori, è uno dei principali canali cattolici del mondo.   Negli ultimi anni il governo brasiliano ha chiuso progressivamente tutte le tv analogiche, promettendo ad ognuna un nuovo canale digitale. TV REDEVIDA è stata costretta ad acquistare nuovamente la licenza per trasmettere in digitale i suoi 244 canali analogici. Una spesa importante che ha pesato non poco sui fondi limitati della tv cattolica che non aveva più risorse per acquistare i trasmettitori che avrebbero permesso di raggiungere altri 44milioni di potenziali telespettatori.    Grazie alle vostre generose offerte, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha potuto donare oltre di 800mila euro. Così TV REDEVIDA può ancora trasmettere il messaggio della Chiesa cattolica in tutto il Brasile!    Ma con la GMG di Rio alle porte c’è ancora molto da fare! Aiutateci a sostenere questa voce cattolica in Brasile! Fate un’offerta!

Tefé: “Le nostre strade sono i fiumi, i ruscelli e i laghi”

Monsignor Sergio Eduardo Castriani è abituato alle difficoltà. Due volte all’anno percorre il Rio delle Amazzoni sulla sua barca di legno per visitare le sue parrocchie. La sua “diocesi” – la prelatura di Tefé – è situata ad ovest di Manaos alla foce del fiume Tefé, è una delle più grandi del Brasile: ben 264.669 km2. In un territorio vasto quasi quanto l’Italia, il lavoro pastorale è davvero difficile.                                                                                                                                                                                      L’enorme estensione territoriale – racconta monsignor Castriani – porta con sé enormi sfide.  La comunicazione e gli spostamenti sono davvero complicati. Le nostre strade sono i fiumi, i ruscelli, i laghi. E quindi il nostro principale mezzo di trasporto è la barca. Solo così possiamo raggiungere le comunità di fedeli. Infatti delle 14 parrocchie della prelatura, quelle sono situate in zone urbane sono solo tre. Tutte le altre si trovano sulle sponde del fiume”.           Il viaggio dura un mese, durante il quale il vescovo vive nei pochi metri quadrati della sua imbarcazione. L’ultima riparazione della barca risale al 2005 ed è stata realizzata grazie all’aiuto dei benefattori di ACS. Purtroppo a causa del clima umido e caldo, le barche si rovinano rapidamente e quella di monsignor Castriani ha bisogno di nuove riparazioni che la prelatura non  può permettersi.       Noi abbiamo promesso a 14.800 euro. Qualche mese fa’ monsignor Castriani ha lasciato Tefé per diventare arcivescovo di Manaus. Ma lascerà la barca in eredità al suo successore!   Aiutateci! così il vescovo potrà continuare a visitare le sue parrocchie! Fate un’offerta!  

Porto Velho: Missioni nella vasta regione amazzonica

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Monsignor Barreto de Farias, arcivescovo di Porto Velho, ci tiene molto a sapere come stanno i suoi fedeli. Prima di ogni messa, saluta tutti personalmente e si interessa della vita di ognuno. In una regione estesa come quella amazzonica è davvero importante organizzare degli incontri, quando è possibile.   Da molti anni il presule organizza missioni di 40 giorni nelle zone più remote della sua arcidiocesi. L’ultima missione ha avuto luogo all’inizio di quest’anno e si è potuta realizzare grazie alle vostre generose donazioni. ACS ha infatti potuto donare ben 24.630 euro. L’arcivescovo ha visitato la zona di Porto Velho, un’importante regione di oltre 250 km2 in cui vivono più di 5.000 persone. Gli 82 missionari che hanno partecipato a questo incontro – 48 seminaristi, 26 religiosi e 2 laici – sono tornati carichi di allegria alle loro diocesi d’origine.   Le missioni sono ormai parte integrante del lavoro pastorale dell’arcidiocesi, e grazie al vostro aiuto, monsignor Barreto potrà organizzarne di nuove. In ognuno di questi appuntamenti, le persone del luogo descrivono la realtà in cui vivono e parlano delle loro difficoltà. I missionari visitano ogni casa e parlano a lungo con tutti per conoscere meglio le loro condizioni di vita. Attraverso il dialogo i religiosi riescono a guadagnarsi la fiducia delle persone, indispensabile alla loro opera di evangelizzazione.   Al termine dei quaranta giorni si celebra una grande festa e in cui i missionari ricordano nella preghiera tutte le persone che hanno conosciuto. “Spesso – racconta monsignor Barreto – i religiosi sentono di aver ricevuto una grazia maggiore dei quella donata. E si scambiano impressioni e sensazioni relative a quanto Dio ha fatto vedere, sentire e provare. È davvero una benedizione per loro. Un’esperienza rinnovatrice, e un apostolato pratico”.         Sostenete anche voi le missioni dell’arcidiocesi di Porto Velho. Fate un’offerta!

Belo Horizonte: nuove prospettive per i giovani di una favela

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La parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque si trova su una collina nella periferia di Belo Horizonte, nel sobborgo di Sagrados Corações. Qui, nella favela di São José, sopra i tetti della terza  metropoli più grande del Brasile, vivono i più poveri della città.   Dal 1998 in questa favela opera la comunità Chemin Neuf, che visita e sostiene concretamente oltre quaranta famiglie in difficoltà. Grazie al loro aiuto, Claudia, una ragazza madre che viveva con i suoi tre figli nella favela, ha potuto abbandonare la sua misera abitazione e trasferirsi in un alloggio più dignitoso.          Negli anni Chemin Neuf ha costruito accanto alla favela alcuni edifici in cui aiutare i poveri. Il complesso include una scuola, un asilo nido, un campo di calcio, un ospedale, un centro sociale. Manca però una Chiesa.                                                                                                        La popolazione di Sagrados Corações è molto giovane: più della metà ha meno di 21 anni. Padre Philippe Jacques e padre Philippe Robert, due sacerdoti appartenenti a Chemin Neuf, ci hanno raccontato che, oltre il 67,3% degli abitanti di São José vive con meno di 400 reais brasiliani (150 euro) al mese. I due sacerdoti hanno particolarmente a cuore la pastorale giovanile. “Molti ragazzi qui sono senza lavoro e passano tutto il giorno in strada, senza alcuna prospettiva. Crescono in un contesto che non offre loro alcuna opportunità. Spesso i sacerdoti visitano le famiglie nella favela e organizzano corsi di alfabetizzazione e incontri di pastorale familiare o per le coppie. Ovunque vadano, portano sempre lo stesso messaggio: “Dio vi ama”.         Il territorio della parrocchia è molto esteso, per questo le attività pastorali si svolgono in quattro  luoghi diversi. Al fine di creare un luogo di incontro per tutti, Chemin Neuf  porta avanti da due anni la costruzione di un centro pastorale con una cappella e delle sale parrocchiali. Il loro desiderio è di costruire un edificio di quattro piani con un garage nel seminterrato, la cui forma evochi chiaramente l’identità cattolica del centro: con le facciate a forma di torre e coronate da croci.   Un progetto fondamentale per questa grande parrocchia, piena di vita.   Aiuto alla Chiesa che soffre ha promesso 150.000 reais brasiliani (circa 58.000 euro). Aiutateci anche voi! Fate un’offerta!              

BRASILE. Un contributo per le spese di viaggio dei giovani missionari che operano nella regione amazzonica, dove ci sono pochissimi sacerdoti

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La diocesi di San Gabriel de Cachoeira si estende su un territorio di 287.000 km2, il che vuol dire un territorio poco più piccolo dell’intera Italia. Ciononostante è molto poco popolato: conta solo 95.000 abitanti, quasi tutti cattolici. Eppure, per accompagnarli nel proprio cammino di fede, non ci sono che "6" sacerdoti. La diocesi è divisa in dieci parrocchie e la più grande – quella della Immacolata Concezione a Barcelos -  abbraccia un territorio pari a 123.000 km2 e comprende molte piccole località site sulle rive del Rio Negro, un affluente del Rio delle Amazzoni.   Questa parrocchia ha numerosi problemi e, nella stessa Barcelos, molti giovani sono vittime di droghe, alcool e turismo sessuale. Il vescovo, mons. Edson Taschetto Damian, che è molto preoccupato a causa di tutto ciò, si è fortemente impegnato per un incremento di attenzione sociale ai giovani, ma ci sono delle difficoltà oggettive : è molto complesso, per i sacerdoti, recarsi nei villaggi sulle rive del Rio Negro.   Padre Peter Shekelton – un sacerdote britannico che lavora abitualmente nelle favelas di San Paolo – si reca una volta all’anno in Amazzonia dove amministra i sacramenti a gente che vive in villaggi nei quali si arriva solo dopo molte ore di tragitto in barca. P. Peter, ed assieme a lui altri giovani sacerdoti che lo accompagnano e coadiuvano in tale missione, tengono incontri di catechesi a bambini, giovani ed adulti, celebrano la Santa Messa, i battesimi ed i matrimoni. Con ciò fanno in modo che la gente che vive nella giungla – praticamente isolata dal resto del mondo –  non si senta abbandonata e dimenticata. Per costoro poter incontrare almeno una volta l’anno un sacerdote, ricevere i sacramenti e partecipare alla celebrazione di una Santa Messa, è stato a lungo un «sogno». Ora P. Peter ed i suoi missionari riescono a far loro visita almeno una volta all’anno, ed è proprio lui a raccontare quanto segue : «Quando a distanza di un anno torno nei villaggi, constato che molti dei fedeli ai quali avevo amministrato i sacramenti, sono già morti. Alcuni sono morti il giorno successivo all’averli ricevuti, come se avessero aspettato di ricevere i sacramenti per poi morire in pace».   P. Peter ricevette la sua vocazione nel 1991 quando, nella cattedrale londinese di Westminster, ascoltò una predica di p. Werenfried van Straaten, fondatore di Aiuto alla Chiesa che Soffre. La cattedrale era stracolma e p. Werenfried tenne una delle sue ferventi omelie nelle quali animava la gente a trasformarsi in eroi della carità. In questa stessa occasione, dinanzi alla colletta che i fedeli gli consegnaroro affinché la potesse mettere al servizio dei cristiani perseguitati, p. Werenfried esclamò :  «Rinuncerei a tutta questa colletta se fra di voi ci fosse un giovane disposto a mettere la sua vita al servizio di Dio diventando sacerdote!». Spontaneamente, Peter pensò : «Questo giovane sono io!».   Ora è il Vescovo della diocesi di San Gabriel di Cachoeira, mons. Edson Taschetto Damian, a chiederci aiuto affinché p. Peter ed i suoi giovani missionari possano recarsi molto più spesso nella « enorme » parrocchia di Barcelos, credendo che il lavoro che costui fa - soprattutto con i giovani -, possa portare buoni frutti. Però c’è un problema : San Paolo è a 3.000 km da Barcelos, ed i missionari sono costretti a prendere ogni volta un volo fino a Manaus, ed il prezzo complessivo dei loro biglietti è di 9.000 euro per ogni viaggio. Noi di Aiuto alla Chiesa che Soffre abbiamo promesso loro di sostenere le spese di tali viaggi ma, per continuare a far questo, abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri generosi benefattori.