Rimanere Cristiani in Iraq

 

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Fuggire ancora. Senza sapere dove andare e senza la forza di ricominciare tutto da zero per l’ennesima volta. Il tutto in ragione di una fede che pur nella persecuzione resta incrollabile, di un amore per Dio che vale più della vita stessa.
Oltre 120mila Cristiani iracheni sono dovuti fuggire nel Kurdistan iracheno.



Sfuggiti alla crudeltà dei miliziani, da quasi un anno ormai gli ultimi Cristiani rimasti in Iraq non possono che attendere e chiedersi quale futuro li attenda. Nei primi mesi dopo la presa di Mosul e della Piana di Ninive da parte dello Stato Islamico, i nostri fratelli nella fede hanno trovato alloggio nelle chiese, nelle scuole, all’ombra di palazzi fatiscenti o in tende asfissianti in cui le temperature sfioravano i 44 gradi.



Grazie al Vostro aiuto, abbiamo potuto donare loro ben 150 strutture prefabbricate e sostenere le spese di affitto per tante altre famiglie. Inoltre abbiamo donato otto scuole prefabbricate, per far sì che questa drammatica crisi non comprometta per sempre il futuro dei piccoli Cristiani.

Vi abbiamo chiesto e abbiamo donato molto: oltre 7milioni e 200mila euro  dal giugno 2014 ad oggi.

Secondo monsignor Bashar Warda, arcivescovo caldeo di Erbil, l’aiuto ricevuto da ACS rappresenta il 60% delle donazioni che la sua diocesi ha ricevuto da tutto il mondo.



Purtroppo però non basta.

I Cristiani iracheni continuano ad avere bisogno del  nostro sostegno. Altrimenti saranno costretti ad emigrare. 



Altrimenti la millenaria presenza cristiana in Iraq rischia di scomparire per sempre.

 

 

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