Campagna straordinaria Iraq

 

Non lasciamo che i cristiani abbandonino il paese

 

Siamo loro accanto in questi momenti drammatici

 

«Questo è un genocidio. I terroristi sono entrati nelle case dei cristiani,

li hanno derubati e obbligati a fuggire».

Monsignor Emil Nona, arcivescovo di Mosul dei Caldei.





Monsignor Nona racconta così quanto accaduto tra il 18 e il 19 luglio ai suoi fedeli.
I miliziani dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, che lo scorso giugno si sono impossessati di Mosul, hanno costretto i cristiani ad una drammatica scelta: «convertitevi o fuggite».

 

 

 

I pochi cristiani rimasti hanno abbandonato immediatamente la città.

 

Ora non possiedono nulla se non i vestiti che avevano indosso.

La Chiesa cerca di trovare un alloggio ai rifugiati e di donare loro viveri, medicine, vestiti e beni di prima necessità.

 

Lo scorso giugno ACS ha donato 100mila euro all’arcidiocesi di Mosul, per aiutare le prime famiglie costrette a lasciare la città.

Ma il numero di rifugiati continua ad aumentare e servono nuovi aiuti.

 

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NON ABBANDONATE I CRISTIANI IRACHENI

 

 

 Una tragedia annunciata. Già prima del crudele ultimatum gli islamisti avevano marchiato le case cristiane con la lettera ن, iniziale di un appellativo dispregiativo usato per indicare i nostri fratelli nella fede.

I cristiani sono fuggiti, ma sperano di non dover abbandonare il proprio Paese.

Perciò dobbiamo aiutarli a rimanere in Iraq ed impedire che quest’ultima persecuzione metta fine ad una presenza cristiana di oltre duemila anni.
 

I nostri fratelli sono perseguitati per la sola colpa di credere in Dio

 

 

Permettiamo loro di continuare a testimoniare questa fede incrollabile!

 
Per saperne di più sulle condizioni dei cristiani in Iraq leggete le loro testimonianze e le nostre interviste a monsignor Nona, Monsignor Syroub e di monsignor Mirkis ed il drammatico appello del Patriarca Sako all’Unione europea.

 

 

 

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