Sosteniamo i cristiani malati e senza cure in Siria

In Siria il sistema sanitario è al collasso, più della metà degli ospedali e dei centri medici sono chiusi o parzialmente inagibili e si stima che quasi il 70% del personale sanitario abbia lasciato il Paese. Con un solo medico ogni 10.000 abitanti, la pandemia e l’embargo internazionale anche sulle medicine la situazione diventa sempre più drammatica.  

Nella sola capitale Damasco sono circa un milione i malati che non possono curarsi. Mancano farmaci chemioterapici, quelli per i dializzati e c’è carenza anche di medicine e assistenza sanitaria di base. 

La Chiesa a Damasco parla di una strage silenziosa che la carità dei benefattori di ACS può contribuire ad arginare. Vogliamo fornire assistenza medica a 650 malati, particolarmente vulnerabili, ai quali saranno assicurati non soltanto farmaci ma anche accertamenti diagnostici indispensabili per tenere il più possibile sotto controllo le patologie gravi. 

Pasti caldi per i cristiani siriani rifugiati in Libano

In Libano vivono circa 1.500.000 di rifugiati siriani, il 75% dei quali al di sotto della soglia di povertà. Si tratta di una condizione drammatica, ulteriormente aggravata dall’emergenza sanitaria del Covid-19 e dalla crisi politico-economica. 

I rifugiati, molti dei quali cristiani, sono fuggiti da città come Damasco, Aleppo, Homs, Raqqa e Idlib, semidistrutte dalla guerra. I nuclei familiari nel 70% dei casi contano almeno un membro bisognoso di assistenza speciale perché affetto da malattia cronica o da disabilità. Spesso vivono in tendopoli o in garage lungo le strade.  

La Chiesa è in prima linea per aiutarli a sopravvivere e a Zahlé, nella Valle della Beqaa, ospita centinaia di famiglie cristiane che siedono alla “Tavola di San Giovanni il Misericordioso” per ricevere almeno un pasto caldo al giorno. ACS ha accolto la richiesta della Diocesi di prolungare di un anno il contributo per garantire il funzionamento della mensa della speranza.

Siria, morti silenziose

Cure per 150 malati a Homs

Dopo 10 anni di guerra la popolazione continua a soffrire e a morire per l’aggravarsi della situazione sanitaria. Metà degli ospedali e dei centri di prima assistenza sono infatti distrutti o inagibili. Si stima inoltre che circa il 70% del personale sanitario sia emigrato e ci sia un solo medico ogni 10.000 abitanti. Il sistema sanitario non è in grado di far fronte alla domanda di cure mediche, tanto che l’aspettativa di vita si è ridotta di 15 anni 
per gli uomini e di 10 per le donne.

La Chiesa sta assistendo anche dal punto di vista sanitario i cristiani più poveri, in particolare i malati cronici e gli anziani che non riescono ad accedere alle cure mediche e a disporre di farmaci, diventati sempre più cari. Per salvare più vite possibile la diocesi di Homs chiede il Vostro aiuto per garantire medicine e accertamenti clinici a 150 malati cronici. 

ACS è vicina ai bambini siriani

Care Benefattrici, cari Benefattori,

nei giorni scorsi mi sono imbattuto in una notizia diffusa da AsiaNews. L’agenzia informa che dall’inizio dell’anno almeno 62 bambini sono morti in due diversi campi profughi nel nord-est della Siria. La denuncia è contenuta in un rapporto di Save the Children che definisce «insostenibili» le condizioni nei centri di Al-Hol e Roj, al cui interno vivono decine di migliaia di sfollati, fra i quali circa 40.000 bambini. Le vittime fra i minori sono almeno due alla settimana. Fra le cause dei decessi vi sono malnutrizione, malattie, precarie condizioni sanitarie e incendi che di frequente scoppiano all’interno delle tende. Dall’inizio dell’anno due bambini sono stati assassinati.

A ciò si aggiungano altri due drammatici fronti aperti. Il diritto allo studio è negato, basti pensare che ad Al-Hol solo il 40% dei minori beneficia di un’istruzione scolastica. Inoltre la Siria è alla prese con una nuova ondata di contagi da Covid-19. Finora i vaccini sono stati somministrati solo al 2,4% della popolazione. «Il dato di occupazione delle terapie intensive», racconta Issam al-Amin, primario del Mouwasat University Hospital di Damasco, «ha ormai quasi raggiunto il 100%». Tutto ciò per i bambini (e non solo per loro) rappresenta un’ulteriore grave minaccia.

Purtroppo quanto avete letto ci viene quotidianamente confermato dai nostri fratelli siriani con i quali teniamo contatti continui.

Cosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a questa situazione angosciante?

Aiuto alla Chiesa che Soffre, come sapete, è costantemente a fianco dell’infanzia siriana. Solo per fare alcuni esempi dei progetti finiti oggi sul mio tavolo, stiamo distribuendo latte per bambini e neonati a oltre 3.000 famiglie cristiane, a giorni forniremo a 30.000 ragazzi abiti per l’inverno in arrivo, stiamo garantendo ai minori sostegno psicologico e servizi sociali e assicurando lezioni private ai bambini che hanno difficoltà di apprendimento, anch’esse una delle conseguenze della lunga guerra.

Suor Annie Demerjian, una delle nostre instancabili collaboratrici ad Aleppo, ci scrive: «Durante tutti questi anni di guerra l’aiuto di ACS è stato un’ancora di salvezza per noi cristiani. Non abbandonateci!».

Non intendiamo farlo e, con il Vostro aiuto, vogliamo prenderci cura dei bambini e degli adolescenti siriani. Essi sono il futuro della comunità cristiana che vogliamo fiorisca, nonostante le conseguenze di un drammatico conflitto e la minaccia sempre costante di nuove persecuzioni.

Grazie di cuore per le Vostre preghiere e per la Vostra generosità,

 

Alessandro Monteduro
Direttore ACS-Italia

Cristiani in Siria, un calvario senza fine

Nuovi aiuti alimentari e medicine per la sopravvivenza di 6.200 famiglie cristiane di Aleppo

Quattro siriani su cinque vivono al di sotto della soglia di povertà, lutti e sofferenze segnano la vita dei nostri fratelli cristiani che, se lasciati soli, non potranno sopravvivere. Nell’ultimo anno l’embargo e la pandemia hanno fatto registrare un aumento fino al 70% del costo di 10 prodotti indispensabili alla vita quotidiana.

La gente bussa alla porta di chiese e conventi per chiedere aiuto e con la situazione che peggiora di giorno in giorno, la diocesi di Aleppo ha deciso di prorogare e rinforzare il sostegno alle famiglie più bisognose.

 

Nuovi aiuti per i bambini cristiani dell’asilo delle Suore di N.S. del Perpetuo Soccorso di Aleppo

L’asilo delle Suore di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso ad Aleppo è stato ricostruito nel 2017 grazie ai benefattori di ACS ed è tornato ad accogliere 40 bambini.

L’aggravamento della situazione economica ha ripercussioni anche su di loro, come ci racconta la direttrice suor Marie-Claire Zakar: «Non vi ringrazieremo mai abbastanza per quello che avete già fatto ed è con la speranza nel cuore che torniamo a scrivervi ora. In questi mesi, purtroppo, la maggior parte delle famiglie non riesce più a far fronte alla retta mensile necessaria per il pagamento delle maestre e la copertura dei costi di acqua ed elettricità. Speriamo tanto possiate aiutarci ancora».

Siria: siamo la loro àncora di salvezza

Carissimi,

la brochure riportata di seguito Vi parlerà di un Paese che conoscete bene: la Siria. Oggi, al grido di aiuto di quanti soffrono, si uniscono anche le esclamazioni di riconoscenza di quanti hanno già beneficiato della generosità di Voi Benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre.

In molti casi le voci si confondono perché molti, sopravvissuti grazie al Vostro sostegno, hanno ancora bisogno della grande comunità di ACS per proseguire il proprio cammino e quindi all’espressione della gratitudine uniscono la dignitosa richiesta di non essere abbandonati a un destino apparentemente spietato.

ACS torna pertanto ad aiutare la Siria perché, ancora oggi, il Vostro aiuto è importante più che mai. Dopo anni di guerra l’economia è al collasso, cibo e medicinali scarseggiano e i nostri fratelli nella fede sono particolarmente vulnerabili alla minaccia del coronavirus. Se la pandemia sta mettendo a dura prova i nostri avanzati sistemi sanitari immaginiamo cosa stia causando in Siria, dove le strutture ospedaliere sono state distrutte o gravemente danneggiate e dove molti medici e infermieri hanno perso la vita o sono stati costretti ad abbandonare la loro patria.

ACS sta quindi raddoppiando gli sforzi assicurando anzitutto aiuti di emergenza: pacchi alimentari, medicine e contributi per il pagamento degli affitti. A ciò si aggiungono gli aiuti pastorali, necessari per nutrire la fede della comunità cristiana. Suor Annie Dermerjian, che già ben conoscete, ci ha scritto: «Ci avete aiutato per tanti anni, vi prego di continuare a farlo». Grazie di cuore dunque per tutto ciò che avete fatto e continuerete a fare per la Chiesa sofferente. 

Vi giunga un saluto fraterno e l’augurio per un sereno anno nuovo, in comunione con le comunità cristiane perseguitate e povere.

Alessandro Monteduro
Direttore

Leggi la Brochure aiuti Siria

Scarica la Preghiera a Nostra Signora dei dolori Consolatrice dei siriani

Coronavirus nel mondo: costituiamo un fondo di emergenza per i cristiani più sofferenti

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Per far fronte alle conseguenze del coronavirus sono impegnati non soltanto i medici, ma anche migliaia di sacerdoti e suore. Ogni giorno portano aiuti materiali e conforto spirituale ai più poveri e agli oppressi, spesso soli e abbandonati. Aiuto alla Chiesa che soffre intende essere al loro fianco con questi progetti.

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2 iniziative in Africa Due Paesi caratterizzati dalla violenza e dall'oppressione dei cristiani. In particolare, in Burkina Faso, negli ultimi mesi l’estremismo islamico con sanguinosi attentati colpisce i cristiani nel nord del Paese.

  • Burkina Faso: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Dori
  • Repubblica Democratica del Congo: aiuti ai sacerdoti nella diocesi di Bukavu

3 iniziative in Asia Tre Paesi che vivono una situazione di grave povertà nella quale la Chiesa rappresenta la risposta anche ai bisogni materiali dei fedeli. In particolare in India, dove i religiosi e le religiose sono gli unici ad aiutare i Dalit, i più poveri tra i poveri.

  • India: aiuti alle suore nella diocesi di Hazaribag
  • Filippine: aiuti alle suore nella diocesi di San Jose
  • Myanmar: aiuti alle suore nella diocesi di Pekhon

3 iniziative in Medio Oriente Tre Paesi segnati dal terrorismo e dalla guerra che in Siria si combatte da nove anni, e dalle conseguenze delle atroci violenze con cui l’ISIS ha perseguitato i cristiani in Iraq e in Egitto.

  • Egitto: aiuti ai volontari di 25 parrocchie della diocesi di Alessandria d’Egitto
  • Siria: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Aleppo
  • Iraq: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Mosul 

2 iniziative in America Latina Due Paesi in cui ampie fasce della popolazione vivono al di sotto della soglia di povertà: Venezuela, a causa di un regime politico opprimente, e Haiti, per una cronica situazione di gravissimo sottosviluppo economico.

  • Venezuela: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Barquisimeto
  • Haiti: aiuti ai sacerdoti e alle suore nella diocesi di Cap Haïtien

Grazie di cuore!

 

 

Aiutiamo i Cristiani in Siria e Venezuela

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I numeri del dramma Il Paese soffre una delle dieci più gravi inflazioni della storia. Il salario minimo è il più basso del mondo e lo stipendio mensile medio è sufficiente per comprare a malapena 12 uova. 110.000 bambini sotto i 5 anni versano in stato di denutrizione acuta, 300.000 vivono in condizioni di povertà estrema.Grazie a VoiNel 2019 abbiamo già aiutato questi nostri fratelli cattolici con 65 iniziative. Avete sostenuto i fedeli nelle loro necessità quotidiane con progetti umanitari, i sacerdoti, attraverso le Sante Messe, e le suore bisognose anch'esse di aiuto per il sostentamento. Quanto destinato ai religiosi e alle religiose aiuta anche la gente, perché viene condiviso con i più poveri attraverso la speciale iniziativa delle “Pentole Solidali” che in questo Natale vi chiediamo di sostenere. Non abbiamo dimenticato la vita di Fede, come dimostrano le iniziative legate alla cura pastorale dei fedeli.I numeri del dramma La comunità cristiana rimasta nel Paese lotta per sopravvivere. I nostri fratelli nella fede sono scesi dal 10% al 3% circa della popolazione. Quanto ai bambini, circa 2,8 milioni sono sfollati interni, quasi 1 milione orfani di guerra, quasi 600.000 rifugiati in aree difficilmente raggiungibili. Oltre 1.000 di loro sono stati uccisi nel corso del 2018.Grazie a VoiNel nel 2019 abbiamo aiutato i Cristiani con 83 iniziative. L’aiuto umanitario con viveri, compreso il latte per i bambini e i neonati, e il sostegno alla ricostruzione delle case sono state le priorità, ma essendo la presenza cristiana fortemente a rischio, numerose iniziative sono state dedicate anche alla cura pastorale dei fedeli. Con lo stesso obiettivo sono state finanziate le prime ricostruzioni di chiese che hanno subito gravi danni per la guerra e che si trovano in zone oggi pacificate. La maggior parte degli aiuti sono andati a Damasco, Aleppo e Homs, città nelle quali è alta la presenza cristiana, ma tanti ne sono stati donati anche per l’assistenza ai profughi siriani rifugiati in Libano.
 

Milioni di bambini cristiani a rischio

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In alcuni Paesi al mondo essere dei bambini cristiani significa avere meno possibilità degli altri, significa essere discriminati a scuola, essere emarginati. Eppure questi stessi bambini, costretti a pagare un alto prezzo per una religione che in molti casi hanno appena imparato a conoscere, non smettono di insegnarci come vivere coraggiosamente la fede. Nelle terre di persecuzione – in primis in Medio Oriente – i nostri più giovani fratelli nella fede rappresentano l’unica speranza per il Cristianesimo, l’unico antidoto di fronte al rischio che Paesi cristiani da secoli o perfino da millenni, restino privi di fedeli. Un motivo in più per cui è nostra responsabilità sostenerli, aiutarli, alleviare le loro sofferenze.[vc_custom_heading text="VOGLIAMO FAR FUNZIONARE L’ASILO CRISTIANO PER CHI VIVE NELLE PERIFERIE PIÙ POVERE DI DAMASCO" font_container="tag:h2|font_size:25|text_align:center|color:%23000000"]L’asilo delle suore Francescane Missionarie di Maria accoglie i bambini delle famiglie cristiane povere di Kachkoul, Douela e Yaafour, tre sobborghi di Damasco. In un Paese ridotto in macerie, queste suore li riportano alla vita di bambini attraverso il gioco e trasmettendo la fede. Raccontano loro chi è Gesù per cominciare quella formazione cristiana che li fortificherà durante la crescita in un contesto islamico spesso ostile.

PER QUESTI BAMBINI VI CHIEDE AIUTO SUOR RENÉE COUSSA, DIRETTRICE DELL’ASILO

[vc_custom_heading text="VOGLIAMO ASSICURARE IL CATECHISMO A CHI È CIRCONDATO DALL’ISLAM" font_container="tag:h2|font_size:25|text_align:center|color:%23000000"]La parrocchia del Santo Rosario di Warispura, vicino Faisalabad, copre un territorio nel quale vivono 250 bambini cristiani. Le loro famiglie, tutte molto povere, chiedono che la parrocchia organizzi corsi di catechismo che con regolarità formino i propri figli alla fede cristiana che ha bisogno di essere ben fortificata in un ambiente islamico emarginante e spesso violento.

PER QUESTI BAMBINI VI CHIEDE AIUTO PADRE PASCAL PAULUS, PARROCO DEL SANTO ROSARIO

[vc_custom_heading text="VOGLIAMO DONARE BIBBIE E LIBRI DI PREGHIERA A CHI HA GIÀ CONOSCIUTO LA GUERRA" font_container="tag:h2|font_size:25|text_align:center|color:%23000000"]La diocesi di Kenama, per trasmettere la fede ai bambini, ha bisogno di libri religiosi e di preghiera realizzati per loro, con immagini e testi semplici. Per questo vuole donare 1.000 Bibbie del fanciullo e 1.000 libretti del rosario ad altrettanti bambini, affinché fin da piccoli conoscano le verità della Parola di Dio e imparino a pregare.

PER QUESTI BAMBINI VI CHIEDE AIUTO S.E. MONSIGNOR HENRY ARUNA, VESCOVO DI KENAMA

 

Aiutiamo gli anziani cristiani in Siria!

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Ad Aleppo la guerra ha distrutto migliaia di famiglie cristiane. Tanti giovani sono dovuti andare all’estero per sopravvivere e gli anziani sono spesso soli e privi di cure. Molti di loro sono soli per un gesto d’amore, avendo spinto loro stessi i propri figli a partire per raggiungere la salvezza e un futuro migliore all’estero. Noi vogliamo pensare a questi uomini e donne ormai purtroppo abbandonati, ristrutturando la Casa per anziani delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli di Aleppo. Questa Casa di riposo è assolutamente necessaria per accudirli, affinché non siano abbandonati a loro stessi.
  • La Casa per anziani è presente ad Aleppo dal 1898.
  • L’attuale struttura, inaugurata nel 1983, è stata in gran parte distrutta dalla guerra.
  • Era composta da 40 stanze, distribuite su quattro piani, e poteva ospitare 70 anziani, anche non autosufficienti, assistiti da personale specializzato volontario.
  • I lavori di ristrutturazione comprendono tra l’altro quelli della facciata, le opere interne per ripristinare le stanze e gli interventi per il tetto. Ci sono poi i lavori per la rete elettrica, idrica e fognaria. È necessario ripristinare anche la cucina e arredare le stanze. Ci sarà la cappella dove, come in passato, sarà celebrata la Santa Messa quotidiana.