20 NOVEMBRE: ACS ILLUMINA VENEZIA DI ROSSO PER ASIA BIBI E I CRISTIANI PERSEGUITATI.
L’ACQUA DEL CANAL GRANDE DIVERRÀ IL SANGUE DEI NOSTRI MARTIRI

Il prossimo 20 novembre Aiuto alla Chiesa che Soffre e il Patriarcato di Venezia illumineranno di rosso il Canal Grande di Venezia e numerosi altri luoghi simbolo della città. Una serata per ricordare i milioni di cristiani oggi perseguitati ed in particolar modo Asia Bibi, la cui innocenza oggi è stata finalmente riconosciuta dalla Corte Suprema del Pakistan.

L’iniziativa avverrà nell’ambito del tradizionale pellegrinaggio diocesano dei giovani alla Basilica della Madonna della Salute, guidato come ogni anno dal Patriarca, monsignor Francesco Moraglia. Il pellegrinaggio quest’anno avrà come temi centrali il diritto alla libertà religiosa e la sensibilizzazione verso le comunità cristiane perseguitate per la loro fede.

Nell’occasione saranno illuminati di rosso anche la Basilica di Santa Maria della Salute ed il tratto del Canal Grande antistante. «L’acqua del Canal Grande si trasformerà nel sangue dei cristiani perseguitati – afferma il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro – Una nuova cornice suggestiva per far svolgere ancora una volta lo sguardo del mondo sul dramma dei nostri fratelli che soffrono la persecuzione. E, ovviamente, dopo la straordinaria notizia di oggi, non potevamo non dedicare la serata ad Asia Bibi. Una donna coraggiosa che pur di non rinnegare la propria fede è rimasta in carcere per 3.420 giorni».

L’iniziativa, in linea con eventi già realizzati a Roma e in tutto il mondo – sono stati già illuminati di rosso il Colosseo, il Palazzo di Westminster, la Basilica del Sacré-Cœur – sarà inserita nel quadro di una grande manifestazione di religiosità popolare, quale la festa della Madonna della Salute, che da più di tre secoli rafforza e consolida la vita di fede dell’intera comunità veneziana.

Non mancherà un momento di testimonianza: quella di monsignor Botros Fahim, vescovo copto-cattolico di Minya in Egitto, il quale racconterà ai giovani e a tutti i pellegrini presenti quanto sia difficile essere cristiani in contesti in cui la libertà religiosa è calpestata.

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