COSTRUIAMO UNA CASA DEL SIGNORE IN ALGERIA E IN ETIOPIA

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L’Algeria ha antichissime origini cristiane – Sant’Agostino fu vescovo di Ippona – ma la presenza
cristiana è andata progressivamente diminuendo fino ad essere oggi lo 0,2% su 35 milioni di
abitanti. La Chiesa di Algeria ha pianto numerosi martiri: nel solo biennio 1994-1996 sono stati
18 gli assassinati per la loro fedeltà a Cristo. Tra di essi i sette monaci trappisti uccisi nel marzo
1996 dopo essere stati rapiti a Tibhirine. Pochi mesi dopo venne ucciso il vescovo di Orano,
Pierre Claverie.

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CON IL NOSTRO AIUTO COSTRUIRANNO UNA CAPPELLA – La piccola comunità cattolica della città di
Skikda è stata impegnata sei anni nella trasformazione della vecchia canonica della parrocchia di
Santa Teresa di Lisieux in un centro pastorale multifunzionale. L’edificio è stato completamente
rifatto e ora è arrivato il momento di costruire una cappella, come scrive ad ACS il parroco
padre Bernard Jobert. Questo luogo di Dio sarà realizzato proprio mentre ad Algeri è in corso la
costruzione di una moschea che ospiterà 100mila fedeli e avrà il minareto più alto del mondo.
Se si costruisce un edificio che per l’islam ha valenza politico-religiosa, a maggior ragione va
garantita ai Cristiani la libertà di pregare pubblicamente. La cappella sarà, quindi, il luogo di
preghiera dei cattolici locali.

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L’Etiopia è sede di una delle più antiche comunità cristiane del mondo (nel IV secolo aveva
adottato la religione cattolica come religione ufficiale). La Chiesa cattolica è una realtà oggi
statisticamente minoritaria, essendo solo l’1% della popolazione. Nonostante questo la Chiesa
è un fattore di costante rigenerazione del tessuto sociale e umano, soprattutto attraverso le
scuole (sono 360) frequentate non soltanto da cattolici, ma anche da ortodossi e musulmani.

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CON IL NOSTRO AIUTO COSTUIRANNO UNA PICCOLA CHIESA IN MURATURA – La minoranza di etnia
Manja, che vive ad Arguba nel vicariato apostolico di Jimma-Bonga, subisce la discriminazione,
non solo religiosa, perpetrata dalla maggioranza. La Chiesa ha costruito per i 2.000 cattolici
Manja un asilo e una scuola elementare, ma non ancora un luogo di culto che sostituisca la capanna
di fango, paglia e legno dove oggi i fedeli si riuniscono per pregare. Topi e termiti, pioggia
e vento, li costringono a ricostruire la loro chiesa ogni due anni. La piccola comunità locale vuole
ora costruirne una in muratura nella quale possa essere celebrata la Santa Messa e possano
essere dignitosamente custodite le vesti liturgiche, i libri sacri e i calici. Il coordinatore pastorale,
padre Aklilu Woldeghiorgis, che ha scritto ad ACS, ha raccolto le adesioni dei parrocchiani che
contribuiranno ai lavori di costruzione.

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