JÁN FIGEL, INVIATO SPECIALE UE, AD ACS: «SILENZIO E INDIFFERENZA AIUTANO I PERSECUTORI. IL COLOSSEO IN ROSSO PUÒ APRIRE MENTI E CUORI»

«Apprezzo molto questa iniziativa che è altamente rilevante e capace di connettere la storia con l’attuale situazione. Eventi come l’illuminazione del Colosseo riescono ad aprire le menti e i cuori delle persone, facendole interessare al tema della libertà di fede e al tempo stesso facendo loro mostrare maggiore solidarietà con le comunità sofferenti in tutto il mondo». Con queste parole Ján Figel, inviato speciale dell’Unione Europea per la Promozione della Libertà Religiosa, esprime il proprio sostegno all’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il prossimo 24 febbraio alle ore 18, la Fondazione pontificia illuminerà di rosso il Colosseo in ricordo del sangue versato ancora oggi da tanti cristiani, in una serata che vedrà collegamenti con Mosul e Aleppo, nonché la partecipazione di personalità quali il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Se ACS organizza simili iniziative è per far volgere lo sguardo del mondo alle violazioni alla libertà religiosa, troppo spesso taciute da mezzi d’informazione e comunità internazionale. Una denuncia condivisa dallo stesso Figel. «Purtroppo i media e i politici non prestano sufficiente attenzione a questa situazione. Il silenzio e l’indifferenza, invece, aiutano chi commette tali crimini e feriscono ulteriormente le vittime».

Lo stato attuale del rispetto della libertà religiosa e di culto in tutto il mondo è «allarmante», come afferma lo stesso inviato Ue per la libertà religiosa nel mondo. «Il 75 percento della popolazione mondiale vive in paesi in cui si registrano gravi o perfino estreme violazioni a tale fondamentale diritto. E si tratta purtroppo di una tendenza che continua a peggiorare: le negazioni si inaspriscono dall’intolleranza e dalla discriminazione e attraverso la persecuzione sfociano perfino nel genocidio».

Di fronte ad un quadro tanto cupo è dunque imperativo squarciare il velo dell’indifferenza, anche attraverso il ricordo dei martiri cristiani di ieri e di oggi. «Ve ne sono molti le cui storie sono una grande fonte d’ispirazione per tutti noi – nota Figel – Una figura che, per affetto e cultura, mi è particolarmente cara è quella di San Massimiliano Kolbe, il sacerdote polacco che nel campo di concentramento di Auschwitz ha offerto la propria vita per salvare quella di un padre di famiglia».

L’appuntamento è sabato 24 febbraio alle ore 18 in Largo Gaetana Agnesi.

Per maggiori informazioni acs-italia.org/colosseo

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