Il Card. Peter Turkson ad ACS-Italia: E’ necessario favorire il dialogo fra sunniti e sciiti

Una delegazione di ACS-Italia guidata dal Direttore Alessandro Monteduro ha incontrato oggi il Card. Peter K. A. Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, per un colloquio sui temi di maggiore attualità, a cominciare dall’imminente Viaggio in Egitto di Papa Francesco.

Dopo il recente attentato della Domenica delle Palme ACS sta sostenendo 3.000 giovani egiziani in un pellegrinaggio che si concluderà con l’incontro con il Santo Padre al Cairo. È la reazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre all’orrore generato dall’estremismo islamico. Abbiamo chiesto al Prefetto quali ulteriori azioni sia opportuno intraprendere per rispondere pubblicamente al terrorismo. Dopo aver sottolineato la valenza dell’incontro fra Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, il Card. Turkson ha definito “incoraggiante il fatto che il presidente al-Sisi abbia annunciato giornate di lutto dopo la strage della Domenica della Palme. Si tratta di gesti positivi, ma sarebbe particolarmente rilevante se si potesse intervenire ulteriormente sulla legislazione relativa alla costruzione e ristrutturazione delle chiese cristiane, per concedere maggiori possibilità di edificare e ricostruire i luoghi di culto. Ma se vogliamo arrivare alla radice del problema dobbiamo incoraggiare il dialogo fra le grandi famiglie islamiche, cioè sunniti e sciiti. Se queste due famiglie non si riconciliano, se ci sarà ancora ostilità fra di loro, sarà impossibile risolvere veramente il problema. Dobbiamo promuovere tale dialogo.”.

Papa Francesco, che nel suo Viaggio incontrerà fra gli altri il Papa copto ortodosso Tawadros II, ha parlato più volte di “ecumenismo del sangue”: quando i terroristi perseguitano le minoranze cristiane non fanno distinzioni, ma, al contrario identificano uno solo: il cristiano. In questo senso, ha commentato il porporato, “in Egitto ci sono diverse componenti cristiane, ma noi dobbiamo parlare di Cristiani come di un’unica comunità, senza fare distinzioni. In quella nazione c’è stata una testimonianza di sangue, c’è stato ‘ecumenismo del sangue’ e, temo, non sarà l’ultimo episodio.”.

ACS dedica la maggior parte delle sue risorse al sostegno dell’evangelizzazione in Africa. ACS-Italia, in particolare, sta per presentare alcuni progetti per il continente africano, e abbiamo chiesto al Card. Turkson perché si debba sostenere la cristianità in Africa. “La Chiesa africana è stata in gran parte fondata da missionari europei. Se consideriamo lo smarrimento e il rifiuto della fede in Europa sarebbe triste se le Chiese in Africa restassero ‘orfane’. Il sostegno deve quindi essere anzitutto l’esempio della fede degli europei. L’assistenza finanziaria è necessaria, ma prima di tutto l’Europa deve tornare a testimoniare la fede cristiana.”. Anche l’aiuto finanziario è fondamentale. “ACS sostiene molti progetti in Africa, e anche il nostro Dicastero interviene in particolare con l’iniziativa “Impact Investment”, per garantire l’accesso ai finanziamenti necessari alle strutture di evangelizzazione.”.

Quest’anno ricorre il settantesimo dalla fondazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre, e il Card. Turkson, a conclusione del colloquio, ha espresso la propria “gratitudine verso i benefattori per loro generosità, che permette ad ACS di realizzare progetti in tutto il mondo.”.

Roma, 27 aprile 2017

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