ACS IN NIGERIA: PENSIAMO ALLE VEDOVE E AGLI ORFANI A CAUSA DI BOKO HARAM

«Gli uomini di Boko Haram sono venuti a casa mia, hanno portato via tutto e poi hanno intimato a mio marito di convertirsi all’Islam. Quando ha rifiutato lo hanno ucciso davanti ai miei occhi». È la storia di Esther raccontata con un filo di voce ad una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre che recentemente ha visitato la diocesi di Maiduguri nel Nord della Nigeria.

Come il suo, tanti altri racconti di dolore e crudeltà legati all’azione della setta islamista. Il territorio della diocesi di Maiduguri copre quasi interamente tre degli Stati maggiormente colpiti dalla violenze di Boko Haram: Borno, Yobe e Adamawa. Il vescovo, monsignor Oliver Dashe Doeme, racconta di almeno 5mila donne rimaste vedove per mano dei “talebani africani”.  Aiuto alla Chiesa che Soffre ha deciso di sostenerle, assieme ai loro figli, con un contributo straordinario di 70mila euro.

Anche il marito di Rose è stato ucciso a bruciapelo per essersi rifiutato di abbracciare l’Islam, mentre Agnes, madre di 9 figli, non si dà pace perché non ha mai potuto dare degna sepoltura al suo consorte. «Mio marito era un costruttore – riferisce ad ACS – e stava lavorando ad una casa quando gli uomini di Boko Haram hanno circondato l’edificio e ucciso tutti coloro che vi stavano lavorando. Non hanno permesso a nessuno di avvicinarsi ed hanno lasciato i corpi a marcire lì». Kathrin, Helene, Justine, Juliette, Hanna e tante altre: 5mila storie di straziante dolore di donne che oggi devono inoltre fare i conti con la necessità di portare avanti la famiglia e dare di che vivere ai propri figli. Molte infatti sono madri di almeno cinque, sei bambini la cui unica forma di sostentamento era il salario del coniuge.

È per loro che monsignor Doeme ha creato l’associazione St. Judith widow, alla quale andrà il contributo di ACS. «È un progetto che mira a rispondere alle impellenti necessità di queste donne e madri – spiega il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – e al tempo stesso dona viveri e beni di prima necessità alle migliaia di bambini rimasti orfani a causa di Boko Haram e consente ad alcuni di loro di proseguire gli studi. Un’ennesima risposta concreta di ACS al fondamentalismo».

Stando ai dati raccolti in loco dalla Fondazione pontificia, ad oggi in Nigeria sarebbero oltre 20mila le vittime della setta islamista, le cui violenze hanno avuto effetti su circa 26 milioni di nigeriani e impedito l’accesso all’istruzione di 2,3 milioni di bambini.

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